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03
Set

Atmosfera tesa a Bonn. I negoziati a un bivio

Da Bonn, Federico Brocchieri, Federica Pastore e Francesco Capezzuoli

E’ stato un mercoledì colmo di tensione al World Conference Center di Bonn.

Dopo lo stallo dei primi giorni sugli aspetti procedurali, le Parti hanno ora intrapreso le negoziazioni vere e proprie.

E mentre le sessioni si fanno via via più cruciali, l’accesso ai rappresentanti della società civile subisce limitazioni sempre maggiori, con i meeting informali (riservati ai Paesi) che progressivamente sostituiscono le sessioni ordinarie.

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Questa una sintesi dei principali aspetti emersi nel corso della giornata:

  • Transparency of Action and Support

L’African Group ha richiesto supporto da parte dei Paesi sviluppati per l’implementazione del sistema MRV (Measurement, Reporting and Verification) e di incrementare la trasparenza nelle azioni di supporto per evitare episodi di double counting (doppio conteggio).

Il Giappone ha sostenuto l’importanza di inserire il sistema MRV all’interno dell’accordo di Parigi, aggiungendo la necessità di apportarvi miglioramenti e di prendere in maggior considerazione la flessibilità nel post-2020. Posizione, quest’ultima, condivisa dal Brasile che ha però sottolineato l’esigenza di tenere in considerazione i diversi contesti nazionali e le conseguenti tempistiche per raggiungere tale scopo.

  • Mitigazione (Section D)

Particolarmente acceso il dibattito sul tema, concentratosi sul riferimento al target di temperatura da non superare alla fine del secolo. Alcuni Paesi, fra cui Stati Uniti, Turchia e Norvegia, sono intervenuti a favore; nettamente contraria invece l’Arabia Saudita, secondo cui “il mantenimento dell’aumento di temperatura al di sotto degli 1.5°C /2 °C” non dovrebbe essere presente in questa sezione, bensì in quella contenente gli Obiettivi Generali (Section C).

Come è ben noto anche all’IPCC, per raggiungere gli obiettivi sulle temperature sono imprescindibili le disposizioni su finanza, supporto tecnologico e capacity-building. Se queste sono assenti dalla Mitigazione, non può esserci neanche il riferimento specifico ai gradi di temperatura.

  • Finanza (Section F)

Le discussioni sulla Finanza sono procedute a rilento, con due nodi principali ancora da sciogliere: le fonti di finanziamento e il riferimento agli impegni. Sulle prime, è chiara la posizione dell’UE nel considerare ugualmente importanti sia le fonti pubbliche che quelle private, verso cui si registra una possibilità di convergenza anche da parte degli Stati Uniti e di altre Parti. Differente la linea del gruppo AILAC (che vorrebbe attribuire alle fonti private un ruolo secondario) e del G77, con cui è stato decisamente più complesso giungere ad un compromesso. Condivisa da tutti, se non altro, la necessità di un aumento delle risorse finanziarie.

(C) Isabel Bottoms

(C) Isabel Bottoms

E mentre la società civile ha organizzato un’azione per ricordare ai negoziatori che sono sotto attenta osservazione e per chiedere con forza il raggiungimento di zero emissioni-nette entro il 2050, alle 18:00 i Co-chair dell’ADP hanno convenuto una Stocktaking Session d’urgenza con l’obiettivo di fare il punto sui primi tre giorni e di trovare soluzioni per accelerare i lavori.

Molto forti gli interventi da parte di alcuni Paesi: il Sud Africa (G77 & China) ha richiesto espressamente chiarezza sugli obiettivi previsti per questa conferenza e indicazioni su come i progressi getteranno le basi per il meeting di ottobre. A questo statement si sono associati gran parte dei gruppi negoziali, reiterando la necessità di indicazioni chiare e di linee guida comuni per tutti i gruppi di lavoro.

Forte la frustrazione per gli scarsi risultati, per di più disomogenei, delle prime giornate.

Durissime, in particolare, le parole del rappresentante della Nigeria:

Se entro venerdì non avremo compiuto passi avanti sostanziali, dovremo renderne conto una volta rientrati a casa. E se torneremo a mani vuote, devo aggiungere che potrebbe diventare molto difficile per me portare nuovamente qui la delegazione a ottobre.

Un messaggio che poche volte si è ascoltato ai negoziati sul clima, sintomo di un malcontento generale verso un approccio da parte del Segretariato UNFCCC che, come molti temevano, si sta rivelando assai rischioso.

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