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09
Nov

COP22, i primi due giorni dai tavoli negoziali

da Marrakech, Maria Carolina de Vera

L’apertura della conferenza

I lavori di Marrakech sono iniziati e i temi sul tavolo sono tanti. Durante la plenaria di inizio non è mancato fin da subito un riferimento a quanto gli impegni presi a Parigi non siano sufficienti per limitare l’aumento della temperatura terrestre tra 1.5 e 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Di questo ha infatti parlato l’appena eletto Presidente della COP22 Salaheddine Mezouar e della stessa opinione si è dimostrata Patricia Espinosa. 

L’Executive Secretary dell’UNFCCC, infatti, durante la cerimonia di apertura ha evidenziato 5 aree fondamentali su cui intervenire:

  1. L’area dei finanziamenti, per permettere ai paesi in via di sviluppo di creare economie low-carbon e più resilienti;
  2. Gli NDCs, ovvero i Contributi Nazionali Volontari, e i piani d’azione nazionali sul cambiamento climatico che devono essere integrati nelle politiche pubbliche degli stati e nei piani di investimento;
  3. L’adattamento ai cambiamenti climatici, che deve diventare prioritario insieme al progredire nel meccanismo loss and damage;
  4. I Paesi in via di sviluppo, che devono avere un ruolo centrale nella definizione delle proprie capacità di adattamento;
  5. Gli attori non-statali, che non possono essere esclusi in quanto di importanza fondamentale per il cambiamento.

La stessa Espinosa è poi intervenuta durante l’evento di presentazione del Biennial Assessment and Overview of Climate Finance Flows da parte della Standing Committee on Finance. Dopo aver sottolineato quanto il tema dei finanziamenti sia al cuore del raggiungimento dei Sustainable Development Goals, la stessa Espinosa ha continuato sostenendo come i Paesi sviluppati si stiano già mobilitando per il trasferimento dei 100 miliardi di dollari promessi ogni anno entro il 2020. In più, nel 2014, la finanza globale climatica è aumentata significativamente e l’analisi sui flussi è anche un ottimo punto di partenza per capire l’entità dello sforzo ancora necessario. Dalle stime delle Nazioni Unite, infatti, per raggiungere gli SDG servono dai 5.000 ai 7.000 miliardi di dollari l’anno e l’impegno attuale degli Stati non è ancora in linea con l’obiettivo.

In sintesi, gli altri avvenimenti più rilevanti di questi primi due giorni sono stati:

Lunedì 7 – 1° giorno

1) Plenaria della SBSTA, l’organo sussidiario per la consulenza in ambito scientifico e tecnologico. Durante la riunione gli interventi delle delegazioni hanno riguardato principalmente il ruolo dei report dell’IPCC quale fonte di informazione per l’inventario delle emissioni e la necessità di completare la revisione del Warsaw International Mechanism, stabilendolo come prioritario (su questo aspetto sono intervenuti soprattutto AOSIS, l’Alleanza dei Piccoli Stati Insulari, e l’AFRICAN GROUP).

2) Contact group sulle modalità per la contabilizzazione delle risorse finanziarie fornite attraverso interventi pubblici e nel rispetto dell’articolo 9.7 dell’Accordo di Parigi. Rafael da Soler, la quale ha co-presieduto l’evento, ha espresso l’aspettativa che il gruppo identifichi possibili elementi sulle modalità di contabilizzazione entro la fine della settimana. Sul tema si è dibattuto anche nella giornata di martedì, ragionando su come intervenire sui gap presenti attraverso le nuove modalità emergenti.

3) Plenaria del SBI, l’organo sussidiario per l’implementazione, e quella dell’APA, il gruppo di lavoro creato ad hoc per l’Accordo di Parigi. In entrambi gli eventi i temi sollevati sono stati molteplici, ma un’attenzione particolare è stata dedicata al tema della trasparenza. Su questo aspetto, infatti, le Parti hanno bisogno di definire un set rilevante di modalità, procedure e linee-guida.

Martedì 8 – 2° giorno

1) Trattandosi della giornata dedicata all’informazione sul pianeta e a suoi meccanismi, sono state presentate alcune analisi e ricerche sui cambiamenti climatici con una sessione di lavoro apposita. Qui è stato citato, solo per fare un esempio, il ruolo svolto dalla World Meteorological Organisation, la quale dal 1993 rilascia multi-year statement sul cambiamento climatico. Oltre ad analizzare aspetti tipici quali le temperature, gli eventi climatici disastrosi, le correnti oceaniche ecc, ha di recente introdotto anche delle analisi sugli impatti socio-economici.

2) E’ stata lanciata l’iniziativa Global Climate Action, dove Hakima El Haitè e Laurence Tubiana, in qualità di high level champions, hanno presentato i temi che verranno affrontati nelle prossime nove giornate. Ogni giorno ci saranno diversi eventi dedicati ad un tema specifico che raccolgono esperti di vari settori quali le foreste, il settore edile, quello energetico ecc. Grande importanza verrà data agli attori non statali in modo da evidenziare cosa esiste già e quali sono le ulteriori necessità.  Il 17 novembre sarà poi la volta delle stesse high level champions a presentare le loro raccomandazioni sul tema del cambiamento climatico.

Nonostante l’impegno richiesto nei negoziati e negli eventi correlati, non è mancato un momento di forte compartecipazione dei delegati: durante la Opening Ceremony, infatti, sono state alzate in cielo le lanterne solari creando un gioco di luci che ha emozionato tutti i partecipanti.

 

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