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EUROPEE 2019: LA CLASSIFICA DEI PARTITI SUL CLIMA

Valutazione e analisi di ClimaEuropa

Le elezioni europee decreteranno i deputati del solo organo direttamente eletto dai cittadini europei. Il Parlamento europeo ha un enorme ruolo nell’influenzare l’agenda politica europea e supportare politiche ambiziose – soprattutto in materia di clima, per questo le prossime elezioni sono particolarmente importanti considerato quanto saranno cruciali i prossimi 5 anni per l’agenda climatica globale. Nel 2020 infatti tutti i paesi sono chiamati a rivedere gli impegni nazionali che hanno sottoscritto alla COP21 di Parigi nel 2015. L’Europa si impegnò a diminuire le emissioni di almeno il 40% entro il 2030 rispetto al 1990. Questo obiettivo però è insufficiente per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, in particolare quello più sicuro di limitare l’incremento della temperatura media globale a 1,5 gradi Celsius. Per adeguarsi l’Europa dovrebbe diminuire le sue emissioni tra il 55% e il 65% al 2030 e raggiungere zero emissioni nette ben entro il 2050. Il principale compito dei prossimi leader europei dovrebbe essere quello di fissare nuovi obiettivi per contrastare il cambiamento climatico e attuare le politiche necessarie per raggiungerli. 

Al Parlamento europeo ci sono attualmente 9 gruppi politici – a cui i partiti nazionali di ogni Stato Membro aderiscono sulla base del loro orientamento politico. Abbiamo analizzato i programmi sul clima di queste alleanze europee e dei rispettivi partiti italiani, chiedendoci se sono sufficienti per rispondere all’emergenza climatica e a rispettare l’Accordo di Parigi, e questo è il risultato della nostra analisi, presentata secondo l’ordine di grandezza e importanza delle famiglie politiche attualmente rappresentate nell’attuale parlamento europeo.

Il Partito Popolare Europeo -> Forza Italia

Voto: INSUFFICIENTE

Il Partito Popolare europeo (EPP) è il più grande gruppo nell’attuale Parlamento. Tra i suoi membri figurano diversi orientamenti politici, dall’ala più moderata dei partiti cristiano-democratici della Merkel, a quella più estremista come Fidesz dell’ungherese Orban. Per l’Italia, la più numerosa delegazione di deputati italiani (13) è quella di Forza Italia. 

I principi cardine che guidano le linee politiche dei Popolari europei sono la crescita economica, il mercato finanziario, e la sicurezza interna. Nel manifesto compare un impegno a combattere il cambiamento climatico attraverso il miglioramento del meccanismo europeo di prezzo e quote (ETS) per limitare le emissioni di CO2, investimenti in innovazione e tecnologia, e la costruzione di una solida e sicura Unione energetica. Tuttavia, anche seguendo la campagna elettorale del candidato EPP alla presidenza europea – Manfred Weber – è evidente come il clima non rientri tra le priorità di questo gruppo parlamentare. Solo successivamente alla stesura del manifesto, Manfred Weber ha annunciato l’appoggio per un target di “neutralità carbonica” da raggiungere entro il 2050. 

Forza Italia riflette la posizione europea dell’EPP sul piano nazionale. Nel programma elettorale, il clima è all’ultimo punto nonostante si affermi che “i cambiamenti climatici devono essere al centro dell’agenda politica europea”. È assente qualsiasi impegno specifico o politica da intraprendere.

Socialisti e Democratici -> Partito Democratico

Voto: SUFFICIENTE

Il gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) è il secondo gruppo dell’assemblea europea. Ne fanno parte i partiti socialisti di tutti gli Stati Membri. La delegazione italiana è tra le più numerose in questo gruppo (31), grazie all’exploit del Partito Democratico (PD) alle ultime elezioni europee del 2014. 

Tradizionalmente più progressista sulle politiche energetiche e climatiche, il gruppo S&D ha fatto della protezione ambientale una delle sue priorità, combinandola con la protezione dei cittadini europei. Il programma insiste sulla qualità dell’aria e dell’acqua, su una transizione energetica che non escluda nessuno, compreso aprire un nuovo fondo per la “Transizione giusta” e tassare la COin modo socialmente sostenibile, e sul bisogno di aumentare l’impegno sul clima per raggiungere la neutralità delle emissioni di COentro il 2050. Il candidato socialista alla presidenza della Commissione Europea – Frans Timmermans – è stato tra i primi promotori della legge contro la plastica monouso, adottata a Strasburgo lo scorso marzo.

Anche in questo caso, le priorità europee si rispecchiano nei programmi nazionali elencati dal Partito Democratico. Si ritrova l’idea di rivedere al rialzo l’impegno europeo sul clima per dimezzare le emissioni nel 2030 e abbatterle nel 2050. Inoltre vi è attenzione all’economia circolare e al bisogno di anticipare al 2025 la produzione di plastica totalmente riciclabile. Il tutto deve essere guidato da un “piano straordinario di investimenti”, che garantisca una transizione ecologica giusta e tenga conto della coesione sociale, del lavoro e dell’innovazione. 

Alleanza per un’Europa liberale e democratica -> +Europa

Voto: MOLTO BUONO

Il gruppo dei liberali europei (ALDE) gioca spesso un ruolo chiave per garantire una solida maggioranza a politiche ambientali più ambiziose. La retorica ruota intorno ai temi dell’occupazione, del commercio, della crescita economica e dell’innovazione. Non ci sono attualmente membri italiani in questo gruppo, ma +Europa entrerà a farne parte in caso di superamento dello sbarramento del 4% previsto dal sistema di voto italiano. Emma Bonino figura tra le sette personalità nominate per rappresentare ALDE durante la campagna elettorale.

La posizione dei liberali europei sulla questione climatica è un compromesso al rialzo tra le posizioni dell’S&D e dell’EPP. Nel manifesto di ALDE si parla di lotta al cambiamento climatico in relazione al bilancio europeo, il quale si sostiene non dovrebbe essere speso contro gli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione. Come per i popolari, anche ALDE ritiene necessario migliorare l’ETS (il sistema di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra introdotto dall’Unione Europea per obbligare le aziende a inquinare meno) – soprattutto riformando le esenzioni fiscali sui carburanti per l’aviazione internazionale – e completare l’unione energetica. Allo stesso tempo, si allinea con i socialisti nel richiedere obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Ritroviamo questi principi nel programma di +Europa, in cui l’approccio economico ed europeista del partito viene applicato alla difesa dell’ambiente, delle terre e dei mari in maniera più completa e approfondita rispetto a Forza Italia e PD. Oltre all’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, compare anche l’impegno europeo di uscire dal carbone entro il 2030, un passo necessario per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo. Il programma include inoltre l’eliminazione progressiva dei sussidi e dei finanziamenti dannosi all’ambiente, l’introduzione di un prezzo minimo europeo delle emissioni di CO2 anche per i settori non coperti dall’ETS (come il residenziale e i trasporti), linee guida per incentivare mercati volontari di carbonio a livello locale, una strategia europea per le foreste e un piano europeo per la riqualificazione ambientale urbana.

Europa della libertà e democrazia diretta -> Movimento 5 Stelle

Voto: INSUFFICIENTE

Il gruppo EFDD è principalmente composto dal Partito inglese per la Brexit e dai deputati italiani del Movimento 5 Stelle, accompagnati da delegazioni più piccole dalla Repubblica Ceca, Francia, Germania, Polonia e Lituania. Tendenzialmente molto diviso, non presenta una linea partitica chiara e comune agli aderenti dell’EFDD, dunque neanche un manifesto elettorale. Inoltre, non è chiaro quale sarà il destino di questo gruppo nel prossimo Parlamento europeo: se il Partito per la Brexit deciderà di non farne più parte, questo metterebbe fine alla coalizione in quanto è richiesto un minimo di sette delegazioni nazionali per formare un gruppo europeo. 

Esempio tipico di questa frammentazione interna è proprio l’approccio al clima dei membri EFDD. Il gruppo rientra tra gli attori più scettici dell’attuale Parlamento europeo, fatta eccezione per i deputati italiani che spesso a Bruxelles appoggiano l’ala più progressista in materia climatica tanto da allinearsi con le proposte dei Verdi. Sorprende perciò non trovare nessun chiaro riferimenti ai “cambiamenti climatici” nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. E’ chiaro il riferimento a inquinare meno – tramite l’abbandono graduale delle fonti fossili, investimenti in inceneritori e discariche, e un’Europa libera dalla plastica – e vietare l’uso di pesticidi nocivi per la salute e l’ambiente. Ma mancano totalmente obiettivi temporali e strumenti su come raggiungere gli obiettivi politici. 

Europa delle nazioni e della libertà -> Lega

Voto: GRAVEMENTE INSUFFICIENTE 

L’Europa delle nazioni e della libertà (ENF) è attualmente il gruppo più piccolo del Parlamento europeo. I deputati italiani sono 5 e provengono tutti dalla Lega. 

Né il gruppo europeo ENF né la Lega hanno presentato un programma elettorale. Tra le varie pagine social della Lega, si riscontra la completa mancanza del tema clima tra quelli affrontati dal partito. In generale, la Lega – come il resto dell’ENF – è contraria a “regole europee” che blocchino agricoltura e pesca (come il “fermo pesca”). L’avversione alla regolamentazione a livello europeo fa si che spesso gli eurodeputati ENF votino contro proposte legislative a favore del clima e in generale riguardanti il tema ambientale, come provato nello studio di AdelphiDal 2014 al 2018 la Lega ha votato per oltre il 90% contro provvedimenti a favore del clima e della transizione energetica. In particolare è da rilevare che nel 2016 la Lega, incluso l’allora Eurodeputato Matteo Salvini, ha votato contro la ratifica dell’Accordo di Parigi allineandosi dunque alla stessa posizione del Presidente americano Trump. 

Verdi europei -> Europa Verde

Voto: OTTIMO 

I Verdi europei (Greens/EFAsono un’alleanza di forze progressiste che valorizzano i temi della protezione ambientale, della pace e giustizia sociale, della globalizzazione giusta e della lotta per i diritti dell’uomo. Un solo deputato italiano, fuoriuscito dal Movimento 5 Stelle, fa attualmente parte di questo gruppo.    

Come da attese, il manifesto dei Verdi europei risulta il più ambizioso per quanto riguarda le future politiche climatiche ed energetiche, e l’unico che esplicitamente appoggia un Green New Deal.  Il programma punta sull’aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e successivamente al raggiungimento di zero emissioni, prevede di fissare un prezzo minimo della COnel sistema ETS, a eliminare gradualmente il carbone entro il 2030, a raggiungere il 100% di fonti rinnovabili e a contrastare la povertà energetica. Il Green New Deal è inoltre l’unico manifesto che indica l’urgenza di uscire dall’energia a gas poco dopo il 2030 e prevede di aumentare la finanza per il clima per i paesi in via di sviluppo e più vulnerabili. La lotta al cambiamento climatico è centrale anche nel programma di Europa Verde che è del tutto in linea con quello europeo.

Conservatori e Riformisti Europei -> Fratelli d’Italia

Voto: GRAVEMENTE INSUFFICIENTE 

I Conservatori e Riformisti Europei (ECR) sono attualmente il terzo gruppo del Parlamento Europeo – cinque deputati italiani ne fanno parte. Tra questi, anche due esponenti di Fratelli d’Italia, che ha annunciato l’adesione al gruppolo scorso novembre. Tra i temi prioritario figurano la crescita economica, il commercio e le riforme istituzionali dell’Unione – inclusa una certa avversione alla moneta unica europea. 

Nella “visione per l’Europa”, l’ECR sostiene un “approccio ragionevole” alla sostenibilità, che non vada a scapito di nessuno Stato membro. Questo significa non supportare obiettivi di alcun tipo ma concentrarsi su proteggere la fauna selvatica e gli animali a rischio, ridurre le emissioni solo attraverso l’ETS, mantenere l’aria pulita in Europa, e proteggere i pescatori e i mari. Il candidato per il gruppo è Jan Zahradil, chiaro sostenitore del gruppo Visegrad e a favore di limitare il più possibile l’intervento dell’Unione a livello nazionale. Riconosce però la necessità di impegnarsi nella lotta al cambiamento climatico, tramite investimenti in ricerca e innovazione, ed un miglior use delle risorse finanziare dell’UE – come la Politica Agricola Comune. 

Nel programma di Fratelli D’Italia il cambiamento climatico non trova nemmeno una menzione. Il punto 11, dedicato all’ambiente e alla natura, fa un riferimento generico alla protezione ambientale e alla riduzione dell’inquinamento senza però indicare alcun obiettivo specifico o strumento su come realizzarlo.

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica -> La Sinistra

Voto: BUONO

GUE/NGL è la quinta voce dell’attuale plenaria europea di cui ne fanno parte tre italiani – due della Lista Tsipras e una indipendentista. È un gruppo estremamente diversificato per il background politico dei suoi membri provenendo da partiti di estrema sinistra, socialisti, verdi o indipendentisti – tutti con lo scopo comune di proteggere la parità di genere, i diritti civili e l’applicazione dei diritti umani. 

Il tema sociale è il principio cardine di questo gruppo ma l’ambiente figura come secondo punto del programma elettorale europeo. Un manifesto per l’emergenza climatica è stato pubblicato in aprile per richiedere di riconoscere le basi legali del concetto di giustizia climatica, porre fine al consumo di carburanti fossili, contrastare il modello capitalista e promuovere un’azione per il clima diretta da governi e investimenti. I due candidati principale, Violeta Tomič e Nico Cué, si sono esposti in modo più moderato durante la campagna elettorale, rivolgendo grande importanza ad assicurare una giusta transizione ecologica

Il programma di La Sinistra dedica il quinto punto al “Green New Deal per la natura, il clima, la transizione ecologica dell’economia”. La priorità è data a incrementare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di impiego di rinnovabili ed efficienza energetica al 2030 con un ruolo centrale rivestito da nuovi investimenti. Mancano però indicazioni sull’orizzonte del 2050 e su strumenti concreti di implementazione del Green New Deal. 

Infografica realizzata da Clima Europa

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