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09
Dic

La Dichiarazione Mondiale dei Giovani per il Clima

Di seguito riportiamo la traduzione della Dichiarazione Mondiale dei Giovani per il Clima approvata lo scorso 30 novembre alla COY10. In fondo alla pagina è possibile scaricare sia il testo originale (in spagnolo ed in inglese) che il testo tradotto da Francesca Mingrone e Federico Antognazza

Dichiarazione Mondiale dei Giovani per il Clima

Testo approvato il 30 novembre 2014 alla COY10 in previsione della COY11 e della COP21

I giovani provenienti da diverse Regioni del Mondo si sono riuniti in occasione della COY10, Conferenza Mondiale dei Giovani sui cambiamenti climatici, per firmare la seguente Dichiarazione.

Riconoscendo che gli effetti dei cambiamenti climatici sono aumentati in modo esponenziale e hanno impatti sulla vita di tutti gli esseri viventi del pianeta;

Considerando che i giovani rappresentano circa un terzo della popolazione mondiale;

Consapevoli che i giovani del mondo rivestono un ruolo importante poiché sono la generazione guida per cambiare pensieri e azioni;

Riconoscendo che questa Dichiarazione pone priorità e urgenza nella lotta ai cambiamenti climatici e sottolineando l’importante ruolo dei giovani nel farvi fronte;

Esortando i giovani a impegnarsi nell’implementare azioni che sostengano le disposizioni della presente Dichiarazione nella lotta contro i cambiamenti climatici;

hanno convenuto quanto segue.

Articolo 1

Politiche Giovanili

  1. Destinare una percentuale del Fondo Verde per il Clima (Green Climate Fund – GCF) per finanziare progetti su adattamento, mitigazione e capacity building nei paesi più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici che coinvolgano i Giovani e, inoltre, garantire la partecipazione alle COP (Conferenza delle Parti) di almeno un rappresentante dei giovani per ciascuno Stato Membro, per assicurare trasparenza ai negoziati internazionali sui cambiamenti climatici.
  2. La Doha Platform al punto D, articolo 22, lettera (a) dell’allegato (FCCC/CP/2012/8/Add.2) indica l’istituzione di un focal point nazionale per l’attuazione dell’articolo. Per legittimare l’attuazione stessa, proponiamo che questo focal point debba essere un giovane, in modo che la comunicazione tra i Giovani riguardo ad azioni concrete in materia di istruzione sia garantita valutando le differenze culturali ed etniche.

Articolo 2

Istruzione

  1. Riconosciamo il nostro diritto ad avere una formazione continua e aggiornata e di sapere come le nostre azioni influenzino gli altri e l’ambiente in generale. Chiediamo ai nostri Governi di riconoscere che l’educazione è un processo diversificato, orientato alla creazione di cittadini consapevoli e attivi, con un forte senso di responsabilità sociale e ambientale.
  2. Condivideremo con i nostri coetanei e le comunità, in modo sia formale che informale, le nostre conoscenze e informazioni riguardo allo sviluppo sostenibile, ai cambiamenti climatici e alla politica climatica e all’ambiente. Condivideremo le nostre esperienze e le lezioni apprese, così come gli strumenti educativi, in qualità di insegnanti e studenti.

Articolo 3

Inclusione giovanile

  1. Riaffermando il contenuto della Doha Platform punto IV, lettera (a), numero 22, sub-lettera (i) (FCCC/CP/2012/8/Add.2), chiediamo alle Parti la creazione di una struttura che sia inclusiva, rappresentativa e che introduca i Giovani attraverso l’uso di processi partecipativi sui cambiamenti climatici all’interno degli spazi governativi di livello locale e nazionale.
  2. Ci assumiamo la responsabilità di organizzarci a livello locale e nazionale, al fine di partecipare e valutare e segnalare l’impegno e l’attuazione di questi processi partecipativi negli spazi governativi da parte delle nostre Autorità. Il sistema di reporting risponderà alla struttura YOUNGO proposta, con l’ausilio di focal point regionali e nazionali.

Articolo 4

Salute

  1. La COY10 invita la Comunità Internazionale a riconoscere che le strategie di mitigazione e adattamento comprendenti misure che abbiano benefici per la salute sono in grado sia di compensare una parte sostanziale dei costi per la transizione verso un sistema a basse emissioni, sia di proteggere e promuovere la salute e il benessere delle persone.
  2. La COY10 riconosce nei cambiamenti climatici la più grande minaccia per la salute globale del XXI secolo, ma anche la più grande opportunità per migliorare la salute e il benessere delle popolazioni di tutto il Mondo. È fondamentale che la salute venga interpretata come mezzo e risultato di uno sviluppo verso una società sostenibile e resiliente.

Articolo 5

Diritti Umani

  1. I diritti umani devono essere inclusi e riconosciuti nel testo che verrà approvato dalla COP perché l’accesso a tali diritti è direttamente influenzato dal cambiamento climatico. Gli sforzi congiunti e i compromessi reali conseguiti da tutte le Parti saranno in grado di garantire il raggiungimento dei diritti.
  2. Esortiamo i paesi sviluppati a contribuire al Fondo Verde per il Clima (GCF) e il trasferimento tecnologico. Adattamento e mitigazione rivestono la massima importanza nel garantire i diritti umani. È necessaria maggiore ambizione sul periodo prima del 2020 da parte di tutte Parti al fine di evitare un divario delle emissioni, e l’accordo che verrà siglato nel 2015 dovrà essere equo, ambizioso e vincolante.

Articolo 6

Popolazioni indigene

  1. Riconoscere e garantire il Diritto alla Terra dei Popoli Indigeni, rispettando la loro diversa visione di sviluppo rispetto al modello occidentale, in modo che possano decidere sull’uso delle loro risorse naturali, garantendo così la conservazione e la gestione partecipativa dei bacini idrografici, e assicurando la protezione delle fonti d’acqua.
  2. Garantire la difesa e la protezione delle risorse naturali, senza alcun tipo di discriminazione, rispettando le reciproche visioni del mondo, attraverso il raggiungimento di un consenso preliminare basato sulla conoscenza e il rispetto, promuovendo l’utilizzo di conoscenze tecnologiche, strategie e tradizioni culturali come alternative nella lotta ai cambiamenti climatici. Sia garantita la partecipazione al processo decisionale alle donne indigene e ai giovani. Inoltre dovrà essere assicurata l’allerta relativa ai rischi correlati alle catastrofi attraverso i moderni mezzi di comunicazione.

Articolo 7

Sovranità Alimentare

  1. I governi dovrebbero promuovere e regolamentare la produzione biologica, con minor burocrazia e maggiori vantaggi logistici ed economici; dovranno prendere una posizione contro l’attuale produzione di alimenti geneticamente modificati, che non dovrebbero essere sovvenzionati. La sovranità alimentare implica la garanzia di accesso a cibo sano e sufficiente per tutti gli uomini, in particolare nelle zone più vulnerabili. Comprendiamo l’importanza del commercio alimentare internazionale, anche se i Governi devono dare priorità al sostentamento delle proprie città.
  2. I governi dovrebbero emanare leggi relative all’accesso e alla trasparenza delle informazioni, in modo che i produttori e i trasformatori siano tenuti a indicare water e carbon footprint del loro prodotto, nonché l’eventuale origine transgenica; la popolazione mondiale ha il diritto di sapere di cosa si nutre.

Articolo 8

Adattamento

  1. Implementare politiche di adattamento a livello locale a partire da un’analisi del contesto della vulnerabilità per generare diverse piattaforme in cui possano essere facilitati lo scambio di conoscenze, esperienze e tecnologie. Queste piattaforme dovranno essere finanziate con fondi statali o internazionali a tutela della trasparenza tra il settore pubblico, privato e accademico
  2. Stimolare il settore privato affinché contribuisca alla gestione dei rischi e delle opportunità nel processo di adattamento. Promuovere l’educazione al fine di favorire il cambiamento delle abitudini dei cittadini riguardo alla loro vulnerabilità, con particolare attenzione per lo sviluppo delle abilità, dell’innovazione, della diversificazione economica, degli stili di vita e dei mezzi di sussistenza.

Articolo 9

Finanza per il Clima

  1. A Copenaghen, i Paesi sviluppati hanno promesso di conferire nel Fondo Verde per il Clima 100 miliardi entro il 2020. Fino ad ora, meno del 3% di tale somma è stato effettivamente versato. La Comunità Scientifica stima che il Sud del Mondo abbia bisogno di milioni di miliardi per l’adattamento. Tuttavia, quanto è stato promesso non è sufficiente. I Paesi sviluppati hanno promesso di conferire 10 miliardi in quattro anni. E questo non è ancora sufficiente. I Paesi sviluppati ed emergenti dovrebbero conferire i 100 miliardi promessi per il 2020 attraverso meccanismi finanziari trasparenti e tempestivi per il trasferimento di fondi dal Nord al Sud del Mondo. Il settore privato non è necessario e il GCF dovrebbe assicurarsi che le imprese non siano coinvolte in settori non sostenibili.
  2. I Giovani non riconoscono il REDD+ come meccanismo di finanziamento. Chiediamo l’implementazione di metodi alternativi che non siano basati sulla mercificazione della Natura e su un mero approccio fondato sul carbonio. I meccanismi impiegati dovrebbero tener totalmente conto delle diversità culturali e biologiche.

Articolo 10

Diritto Ambientale

  1. Chiediamo di costituire a livello globale una Corte di Giustizia Ambientale composta da avvocati ambientalisti, sul modello di altre Corti internazionali.
  2. Chiediamo che siano promossi meccanismi per permettere la pubblica consultazione su tematiche di legislazione ambientale, con efficacia vincolante per i decisori politici.

Articolo 11

Equità Intergenerazionale

  1. Chiediamo alle Parti dell’UNFCCC di prendere provvedimenti in accordo con il Principio di Equità Intergenerazionale e di assicurare che l’integrità funzionale del Clima non sia compromessa, in quanto i diritti fondamentali e gli interessi delle Generazioni Future meritano di essere considerati di pari o maggiore importanza rispetto a quelle presenti.
  2. Chiediamo la creazione di un Diritto dell’Ambiente vincolante e imprescrittibile, in base al quale i crimini contro il Clima siano considerati crimini contro l’Umanità e la creazione di una Corte Indipendente.
  3. In quanto parte di una generazione consapevole e capace di avere un impatto significativo contro i cambiamenti climatici, accettiamo ed onoreremo la nostra responsabilità intergenerazionale; inoltre, i Giovani devono ottenere voce in capitolo e votare nell’ambito dell’accordo del 2015 e dei procedimenti preliminari allo stesso.

Articolo 12

Loss&Damage (Perdite e Danni)

  1. Il Meccanismo Internazionale di Varsavia per il Loss & Damage non dovrebbe essere formalizzato nell’ambito del Quadro di Adattamento di Cancun. I cambiamenti climatici e le loro conseguenze sono in atto ora. L’IPCC dichiara con notevole certezza che la maggior frequenza ed intensità nei cambiamenti climatici aumentano la probabilità di oltrepassare i limiti di adattamento. Le Nazioni Unite nell’ambito della Convenzione di Varsavia richiedano urgentemente la definizione e il campo di applicazione del Loss & Damage, prendendo come riferimento i recenti documenti tecnici e i report dell’IPCC.
  2. I Paesi parte alla Convenzione dovrebbero anticipare i fondi per le misure per Loss & Damage in accordo con le stime scientifiche dei futuri impatti dei cambiamenti climatici a scala regionale. Incoraggiamo i blocchi di Stati che sopportano la vulnerabilità collettiva per il Loss & Damage a sviluppare autonome strategie regionali di condivisione del rischio, che possano includere un fondo assicurativo flessibile, temporaneo e locale, la cui struttura sia modificata in corso d’opera. Questi fondi assicurativi monitorerebbero l’effettiva messa in atto di azioni per anticipare e realizzare una serie di misure di riduzione del rischio e di prevenzione. Il principio delle Responsabilità Comuni ma Differenziate dovrebbe essere applicato alle regioni in cui si trovano i paesi in via di sviluppo vulnerabili.

Articolo 13

Mitigazione

  1. Chiediamo di porre un limite alle emissioni prodotte dal 2015 in poi, per un totale di 243Gt di CO2 per avere almeno il 50% di possibilità di rimanere al di sotto dell’incremento medio di temperatura globale di 1.5°C nel 2100. Le riduzioni di emissioni devono essere coerenti con tal previsione. Impegni ed azioni devono essere giusti ed equi e tener conto di fattori quali: emissioni correnti, capacità presenti e future, dimensione e distribuzione del benessere.
  2. Chiediamo l’eliminazione di tutte le emissioni fossili entro e non oltre il 2050, iniziando con il taglio di tutti i sussidi alle fonti fossili ed introducendo una moratoria sulle esplorazioni di ricerca di nuovi giacimenti fossile, raggiungendo un obiettivo di energie rinnovabili al 100%, aumentando l’efficienza energetica, riducendo il consumo e attraverso il contributo del settore LULUCF (gestione del suolo e forestale) giungere ad emissioni negative.
  3. Non accettiamo false soluzioni come i meccanismi del mercato del carbonio, la cattura e lo stoccaggio della CO2, l’energia nucleare e il gas naturale.

 Articolo 14

Politiche Pubbliche

  1. È urgente approvare e realizzare una metodologia internazionale con parametri standard per misurare i risultati delle Politiche Pubbliche.
  2. Gli Stati devono apprestare piani internazionali che riflettano gli impegni assunti alle Conferenze delle Parti relativi all’adattamento e allo sviluppo di nuove capacità rispetto ai cambiamenti climatici. Tali medesime strategie dovrebbero essere usate come piattaforme nei processi di creazione ed esecuzione delle Politiche Pubbliche.

Dichiarazione Mondiale dei Giovani per il Clima [Testo Originale] [Traduzione Italiana]

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