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GIORNO 10 – 20 NOVEMBRE 2025

Dopo lo stallo di ieri, anche oggi si sono mosse poche pedine in pubblico. I negoziati sono proseguiti quasi solo a porte chiuse, con una Presidenza brasiliana impegnata a ricucire filiere diplomatiche ancora tese. Per la serata era prevista una plenaria, ma la cronaca ha preso il sopravvento: il centro che ospita i negoziati è stato evacuato e chiuso a causa di un incendio.

Il rogo è partito nell’area dei padiglioni, vicino a uno stand situato all’ingresso della venue, non lontano da quello italiano, con una colonna di fumo visibile anche dall’esterno. Secondo le informazioni che sono circolate finora, non risultano persone ferite e la causa sembra essere stata un cortocircuito. Il personale ha provato a contenere le fiamme con gli estintori in attesa dei vigili del fuoco, arrivati poco dopo per mettere in sicurezza la zona: il Ministro brasiliano del Turismo, Celso Sabino, ha comunicato che l’incendio è ora “sotto controllo”.

Anche la nostra delegazione ha dovuto lasciare in fretta la sede di COP30, dopo un ordine di evacuazione arrivato via chat. Stiamo bene, e siamo ancora nei dintorni della venue per seguire l’evoluzione della situazione: al momento in cui scriviamo l’area è ancora inaccessibile e c’è molta incertezza sulle prossime ore. C’è chi sostiene che dovremo aspettare almeno domani mattina e chi scommette su una riapertura già questa sera – quando in Italia sarà notte fonda.
Per il momento cercheremo di restare in zona, pronte e pronti a rientrare nel momento in cui i lavori dovessero riprendere. Nel frattempo, qualche bozza ha comunque fatto in tempo a circolare: approfittiamo della pausa forzata per studiare e vi aggiorniamo nel prossimo bollettino.

IPCC COP30

Prima di salutarvi, vi lasciamo con un approfondimento che merita davvero l’attenzione. La nostra capa delegazione Anna Pelicci ha analizzato il ruolo dell’IPCC nell’informare i negoziati e le profonde divisioni che stiamo osservando su questo tema – in particolare nel tavolo sul nuovo Global Stocktake. Una questione che sembra tecnica, da addetti ai lavori, ma che in realtà definisce quanto e come la scienza orienterà le decisioni politiche dei prossimi anni. Dentro c’è molto più di quel che sembra: non parliamo solo di rapporti e grafici, ma di quali dati entreranno nel processo multilaterale, e con quale peso, nel decennio decisivo per il contrasto alla crisi climatica.
Potete leggere l’articolo a questo link.

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