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GIORNO 4 – 13 NOVEMBRE 2025

Nelle sale i negoziati proseguono, e in qualche caso stiamo osservando anche un ritmo più sostenuto del previsto, mentre continuano i confronti ad alto livello in vista di una possibile cover decision – Jacopo Bencini, Presidente di ICN, ne parla in questo editoriale per Materia Rinnovabile

Tornando alle sale, ecco gli ultimi aggiornamenti:

Adattamento
Per quanto riguarda i Piani Nazionali di Adattamento (NAPs), mercoledì le Parti hanno concordato di procedere con una revisione progressiva del testo, e giovedì i lavori sono proseguiti senza sosta per due ore, in un clima molto collaborativo. Questo ha consentito la chiusura di diversi paragrafi, tra cancellazioni di parti ridondanti e la sintesi di sezioni complementari, con la volontà di convergere con dei compromessi sugli aspetti rimasti in sospeso, o di proseguire quando non si trovava consenso per non rallentare i lavori. I pochi stalli hanno riguardato in particolare aspetti di carattere finanziario. L’approccio scelto è quello di rimandare la discussione dei punti più critici agli incontri informali-informali, per proseguire più speditamente sul documento. In generale è emerso un dialogo costruttivo, per cui anche la co-facilitatrice al termine dell’incontro non ha nascosto il proprio entusiasmo. Un segnale positivo dopo le difficoltà dei giorni scorsi su questo tema, per cui seguiremo con fiducia gli sviluppi dei prossimi incontri.

Finanza
Sono ripresi i negoziati sull’articolo 2.1 (c) dell’Accordo di Parigi, relativo alla necessità di rendere “i flussi finanziari coerenti con un percorso verso basse emissioni di gas serra e uno sviluppo resiliente ai cambiamenti climatici”. Ieri in sala non è stato possibile trovare una visione comune né sull’articolo, né su come procedere: alcune Parti hanno invitato i co-chairs a preparare una proposta di testo negoziale, mentre per altre sarebbe prematuro rispetto al progresso che (non) è stato ottenuto in questi tre anni di lavoro. Oggi le Parti hanno cominciato a gettare le basi per una discussione più ampia sulle safeguards per implementare l’articolo e la sessione si è chiusa con la proposta (accettata dalle Parti) di catturare le visioni emerse in una prima draft decision. Manteniamo l’attenzione su questo filone: a COP30 le parti dovrebbero decidere se e come portare avanti il gruppo di lavoro nei prossimi anni.

Giusta transizione
Ieri i negoziati sono stati focalizzati sui messaggi chiave da includere nel testo finale del Just Transition Work Programme ed è emersa una chiaradivisione di vedute. Alcuni Paesi (tra cui Unione Europea e Nuova Zelanda) spingono per una formulazione più ambiziosa sulla transizione dai combustibili fossili; altri Paesi (tra cui Qatar e gruppo LMDC) preferiscono definire la giusta transizione nel contesto più ampio della sicurezza energetica e dell’accessibilità economica. Altri concetti chiave emersi durante i negoziati: accesso al clean cooking, eradicazione della povertà, misure unilaterali per il commercio, minerali critici. Le divergenze rimangono molte, ma i co-chairs sono fiduciosi: la prima bozza di testo negoziale dovrebbe arrivare già venerdì.
I negoziati di oggi sono invece stati largamente occupati da considerazioni relative alle politiche di aggiustamento frontaliero del carbonio. Ne parliamo più approfonditamente qui.

Global Stocktake:
Al tavolo sulle modalità procedurali e logistiche del secondo ciclo del Global Stocktake emerge la cosiddetta “no text option”. L’effetto sarebbe quello di congelare il processo, ma una mancata decisione a COP30 rischia di compromettere la riuscita del processo. Abbiamo fatto il punto qui.

Mitigazione:
Oggi gli Stati Insulari hanno iniziato a scaldare la discussione sul Mitigation Work Programme, con Vanuatu che ha ricordato agli altri Paesi in sala che stiamo vivendo una crisi climatica e che è necessario lasciare questa COP con un forte impegno sulla mitigazione. 
Nel frattempo, la bozza pubblicata stamattina riconosce l’importanza della scienza, dell’obiettivo 1,5°C, delle foreste e dell’economia circolare, ma resta priva di impegni vincolanti. Ne parliamo in modo più approfondito qui.

Gender
La bozza per l’approvazione di un nuovo Gender Action Plan (GAP) è stata condivisa con le Parti per la discussione: l’obiettivo è quello di chiudere il testo entro venerdì. Il testo prevede l’adozione del nuovo GAP 2026-2035 e la revisione della sua implementazione, insieme al Lima Work Programme on Gender, entro il 2029. Il testo sembra rispecchiare le posizioni delle Parti, anche quelle controverse, e molti termini sono ancora tra parentesi, in particolare quelli ritenuti “problematici”. Il tempo è poco e su alcuni aspetti le Parti sembrano ancora in alto mare: seguiremo le prossime discussioni.

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