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Giu

GIUSTA TRANSIZIONE, INIZIANO I LAVORI 

  • Sono iniziati i lavori sulla Giusta Transizione: affrontato il nodo dei termini di riferimento
  • Diverse coalizioni negoziali hanno sottolineato la necessità di definire Terms of Reference chiari e pratici, capaci di guidare la valutazione dell’efficacia, dell’efficienza e del valore aggiunto del programma.
  • Le Parti hanno concordato sulla necessità di concludere rapidamente il lavoro sui ToR per dedicare maggiore spazio alle discussioni sull’operazionalizzazione del Just Transition Mechanism.

Il secondo giorno dei negoziati intermedi di Bonn ha dato il via alle discussioni sul programma di lavoro per la Giusta Transizione (Just Transition Work Programme, JTWP), lanciato a COP27 tramite la Decisione 1/CMA.4 e culminato a COP30 con la creazione di un Meccanismo di Giusta Transizione (Just Transition Mechanism). Come ricordato qui, il Meccanismo era stato uno dei risultati più rilevanti del vertice brasiliano e puntava a rafforzare la cooperazione internazionale, l’assistenza tecnica, il capacity building e la condivisione delle conoscenze, nonché a consentire transizioni giuste, eque e inclusive.

A Bonn, gli Organi sussidiari della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) hanno il compito di affrontare tre punti chiave in tema di Giusta Transizione, a partire dallo sviluppo dei termini di riferimento (Terms of Reference – ToR) per la revisione del Just Transition Work Programme, valutando come le procedure esistenti nella definizione di tali termini possano essere migliorate, fatto salvo l’esito della discussione sulla prosecuzione del JTWP.

In generale, si è insistito sulla necessità di concludere rapidamente le discussioni sul tema dei Terms of Reference per poter dedicare i giorni successivi dei negoziati al processo di operazionalizzazione del Just Transition Mechanism, e all’implementazione del programma di lavoro sulla Giusta Transizione, che si prevede richiederanno discussioni più approfondite e politicamente sensibili.

Si tratta dunque di stabilire dei criteri che misurino il raggiungimento degli obiettivi, l’impatto, la qualità del programma di lavoro, nonché di definire le fonti di input da utilizzare nella revisione. La richiesta era emersa esplicitamente dalla Decisione 2/CMA.7 (para. 27) di Belém e assume rilievo nell’ottica di fornire una solida base per orientare il lavoro futuro sulla Giusta Transizione.

Diverse coalizioni negoziali, tra cui Gruppo dei 77 e Cina (G77+China) e Unione Europea, hanno sottolineato la necessità di definire dei Terms of Reference chiari e pratici che specifichino il mandato, gli obiettivi, gli elementi della revisione, i criteri, le modalità di lavoro e le fonti di informazione per la revisione del Just Transition Work Programme, nell’ottica di consentire alle Parti di valutare l’efficacia, l’efficienza e il valore aggiunto del programma di lavoro.

Il Gruppo dei 77 e Cina ha evidenziato come la revisione dovrebbe contribuire a capire se il programma di lavoro abbia consentito alle Parti di passare dai principi ai percorsi (pathways), dai percorsi alle condizioni abilitanti e dalle condizioni abilitanti all’attuazione, comprendendo le dimensioni energetica, socio-economica, occupazionale, produttiva, territoriale, dell’adattamento, della resilienza, dell’eliminazione della povertà, della sicurezza alimentare, della protezione sociale e dello sviluppo sostenibile. Viene richiesta una revisione che includa una valutazione dei risultati raggiunti, delle lacune e delle sfide emerse durante l’attuazione dell’attuale programma di lavoro, compresi i traguardi conseguiti, le lezioni apprese, la coerenza con altri processi dell’UNFCCC, nonché una riflessione sugli esiti dei dialoghi.

Per valutare la prosecuzione del programma di lavoro, alcuni Paesi hanno proposto un set di domande guida. Il Canada suggerisce di concentrarsi sul valore aggiunto del JTWP, per capire se abbia contribuito agli obiettivi dell’Accordo di Parigi attraverso output e modalità efficaci, utilizzando in modo efficiente le risorse disponibili. Il Giappone sottolinea una dimensione di trasparenza, inclusione e partecipazione di tutti i portatori di interesse.

Ci sono stati poi dei riferimenti espliciti, tra cui quello dell’Unione Europea, ai risultati del primo Global Stocktake e alla necessità di garantire che le lezioni apprese confluiscano nel secondo Global Stocktake. In questo contesto, il Giappone richiama la Decisione 1/CM.A.5 (para. 10) sul contributo che la Giusta Transizione può dare in termini di risultati di mitigazione più solidi ed equi. Su questo punto emergono tuttavia sensibilità diverse: l’Arabia Saudita sottolinea che le fonti di input non debbano collegarsi con altri filoni negoziali, come quello del Global Stocktake, che ha già un suo spazio nelle discussioni negoziali.

Dopo la sessione, i co-chairs si sono messi al lavoro per produrre una prima bozza di testo, che sarà condivisa con le Parti nella giornata di mercoledì.

Articolo a cura di Elisa Mauri, delegata di Italian Climate Network

Immagine di copertina: foto di Elisa Mauri

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