PAGINE PER IL FUTURO – 50 GRANDI IDEE, CAMBIAMENTI CLIMATICI
Pagine per il futuro è una rubrica di Italian Climate Network curata da Andrea Vico, giornalista esperto di divulgazione scientifica, che in questo spazio propone ogni volta un nuovo libro da leggere per approfondire e capire meglio i temi che ci stanno a cuore.
Il nuovo appuntamento con Pagine per il Futuro ci propone il libro di Fabrizio Mani “50 grandi idee – Cambiamenti Climatici”.
50 GRANDI IDEE – CAMBIAMENTI CLIMATICI
Di Fabrizio Mani per Edizioni Dedalo, 208 pagine.
In poche parole
La collana “50 grandi idee”, ci offre un nuovo interessante titolo, molto utile, quasi più da tenere a portata di mano per un rapido consulto che da leggere tutto d’un fiato. “50 Grandi idee – Cambiamenti climatici” è un libro monotematico su come il clima è cambiato negli ultimi 300 anni (con paragoni sui cambiamenti climatici degli ultimi 20 mila anni e nell’ultimo milione di anni), dove il tema è affrontato tramite 50 parole chiave, le “50 idee” che costituiscono i fondamentali dell’argomento in oggetto. Il formato è quasi quadrato (17 per 20 cm), maneggevole e ogni lemma, ogni idea, viene raccontata in 4 pagine: un testo divulgativo asciutto e ricco di numeri e informazioni che scorre, un paio di box, una linea del tempo, un grafico, qualche volta un QRcode per il rimando a una fonte web.
Perché leggerlo
La crisi climatica è un problema “non più rimandabile”, come viene affermato ormai con chiarezza anche da organizzazioni di industriali e dalla finanza. Non può essere affrontata con slogan semplicistici, ma richiede una comprensione sistemica e decisioni politiche complesse. Il libro aiuta a capire come le scelte di oggi, individuali e collettive, incidano su scenari futuri, senza però promettere soluzioni miracolistiche o scorciatoie tecnologiche. In questo senso, il volume è presentato come un invito alla responsabilità informata più che come un manuale di “ricette” pronte all’uso.
Il libro è organizzato in 8 sezioni per abbracciare in modo lineare (per quanto possibile) argomenti che spaziano dai gas serra agli inquinanti ambientali e atmosferici, dai cicli storici della temperatura ai necessari interventi di mitigazione e adattamento, dalle fonti di energia del passato a quelle del futuro, dall’idrogeno al nucleare, dai veicoli elettrici al mondo che verrà. Il lettore non troverà in questo libro soluzioni ai cambiamenti climatici e neppure previsioni apocalittiche sulla sorte dell’umanità. Vi troverà invece anzitutto di dati, i numeri, ovvero il minuziosissimo lavoro che da 50-60 anni svolgono decina di migliaia di scienziate e scienziati in tutto il mondo e che hanno portato le commissioni scientifiche e le Conferenze internazionali sul clima ad affermare con un consenso superiore al 96% che l’aumento globale della temperatura e i conseguenti cambiamenti climatici sono stati originati dalle attività antropiche e, in particolare, dall’uso dei combustibili fossili.
La struttura in “50 idee” aiuta parecchio la comprensione: suddividendo concetti e problemi in unità brevi e chiare il lettore che lo legge “in ordine” (dalla idea numero 1 alla idea 50) riceve una visione d’insieme ben costruita: dalle basi scientifiche del cambiamento climatico alle implicazioni socio-economiche, fino alle politiche di mitigazione e adattamento. In questo senso il libro è una sorta di “mappa concettuale” estremamente compatta, adatta a chi vuole un quadro complessivo senza rinunciare alla solidità dei contenuti.
Apprezzabile l’equilibrio tra rigore scientifico e leggibilità. Il testo non banalizza i dati, ma li inserisce in un racconto che evita tecnicismi inutili e che mantiene sempre chiaro il legame tra fenomeni fisici, impatti osservabili e scelte politiche, perseguendo un modello di divulgazione accessibile, ma saldamente ancorato alla letteratura scientifica più accreditata. I QR-code portano a fonti da esplorare ulteriormente.
Piccolo neo: nella necessaria brevità di trattazione obbligata dalla formula “50 grandi idee” il tema dell’energia nucleare ha in proporzione più spazio rispetto alle pagine dedicate alle altre fonti: 7 lemmi per parlare di energia dall’atomo e 5 lemmi dedicati complessivamente a sole, vento, idroelettrico, geotermia.
A parer mio
“Non c’è progresso senza energia” è l’idea numero 2. Ho apprezzato il pragmatismo dell’autore che sottolinea quanto si debba discutere non per un mondo idilliaco o per abbattere il “vecchio sistema”. Bensì per trovare l’equilibrio tra il mantenimento della qualità di progresso oggi raggiunto (e magari distribuirlo a tutti in modo giusto, visto che il benessere di noi occidentale si basa in buona parte sulla predazione di risorse nel Sud Globale) e il rispetto della biodiversità e della geodiversità, la limitazione dell’inquinamento dell’atmosfera e dell’oceano e ovviamente la mitigazione degli eventi climatici estremi che spesso impattano sulle popolazioni più povere o sulla parte di popolazione più vulnerabile, anziani, bambini e donne.
Consiglio caldamente i capitoli dedicati all’energia e alla transizione verso l’elettrico, perché proprio in questi ultimi anni, con l’invasione della Russia in Ucraina, il blocco delle esportazioni di una parte di greggio e GNL dovute all’attacco di Usa e Israele all’Iran, in Italia stiamo soffrendo più che in altri paesi i rincari di trasporti e merci a causa della miopia del nostro governo che avrebbe dovuto spingere molto di più sulle fonti rinnovabili, anziché limitarsi a cambiari fornitori senza diversificare e attuare politiche di autonomia energetica.
Articolo a cura di Andrea Vico, volontario di Italian Climate Network.
