ALLA COP30 UN MUTIRÃO GLOBALE PER IL CLIMA E LA SALUTE
Nell’Health Day di COP30, il Brasile presenta il Belém Health Action Plan e arriva un primo impegno di finanziamenti dedicati
- La salute sta prendendo sempre più spazio nei negoziati COP, quest’anno grazie alla spinta del Brasile che invita a un mutirão globale per il clima e la salute.
- Giovedì, in occasione dell’Health Day di COP30, il Brasile ha presentato il Belém Health Action Plan per la resilienza climatica e la sostenibilità dei sistemi sanitari.
- È stato annunciato un iniziale impegno di 300 milioni di dollari dedicati a clima e salute da parte di una coalizione di 35 organizzazioni filantropiche.
C’è bisogno di un mutirão globale per il clima e la salute. Questo termine è stato ripetuto diverse volte giovedì, durante l’Health Day della COP30, da esponenti del mondo politico, negoziale e non-profit coinvolti nell’iniziativa. Mutirão è un termine proveniente dalla tradizione indigena Tupi, che possiamo tradurre come “mobilitazione collettiva per perseguire un fine”. Lo spirito di mutirão globale lanciato dal Brasile in occasione di questa COP è un invito a rafforzare l’azione climatica collettiva, a lavorare insieme per far fronte alle incalzanti sfide climatiche. Questo spirito si è sentito forte e chiaro in relazione alla salute,in occasione dell’Health Day della COP30, così come nelle settimane che l’hanno preceduta.
La strada verso COP30
Già nei mesi precedenti la Presidenza della COP30 ha dimostrato un impegno concreto sul fronte della salute. A luglio 2025 si è tenuta una conferenza globale sul Clima e la Salute a Brasilia, organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Governo del Brasile. Questa conferenza è stata anche l’occasione per il secondo incontro di ATACH (Alliance for Transformative Action on Climate and Health), una piattaforma collaborativa di stati e altre organizzazioni lanciata nel giugno 2022 (sulla scia dell’Health Programme della COP26) con l’obiettivo di facilitare la realizzazione di sistemi sanitari sostenibili e resilienti al clima e promuovere l’integrazione della salute nei piani nazionali, regionali e globali di adattamento ai cambiamenti climatici. Durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre 2025, il Ministero della Salute del Brasile e la Presidenza della COP30 hanno co-ospitato un high-level side event e pubblicato una bozza aggiornata del Belém Health Action Plan (abbreviato BHAP).
La salute occupa un posto rilevante nell’Action Agenda di questa COP30. Tra i 30 obiettivi formulati nell’Agenda, sono molti quelli che hanno conseguenze dirette o indirette sulla salute delle persone. Oltre a ciò, il settore sanitario viene direttamente chiamato in causa nell’ambito della ‘Promozione dello Sviluppo Umano e Sociale’, dove troviamo l’obiettivo di promuovere sistemi sanitari resilienti (obiettivo 16). L’inclusione della salute tra gli obiettivi della COP sottolinea il riconoscimento del nesso tra la salute umana e cambiamenti climatici e della sua rilevanza nelle società. Il settore sanitario, fortemente colpito dagli impatti dei cambiamenti climatici, può contribuire ad azioni di adattamento e mitigazione e agire come fattore motivante per un cambiamento più ampio nella società.
L’Health Day alla COP30
In occasione dell’Health Day, alla COP30 si è tenuta una plenaria di alto livello che aveva come obiettivo la presentazione ufficiale del Belém Health Action Plan e la raccolta di sottoscrizioni da parte dei Paesi e di altre organizzazioni. A questa plenaria hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario Esecutivo dell’UNFCCC Simon Stiell, e il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus (online). Oltre a ribadire la rilevanza del nesso tra clima e salute in ogni decisione e azione climatica, Stiell ha parlato di ‘triplice vittoria’, riferendosi ai miglioramenti di salute, economia e clima che possiamo ottenere tramite azioni climatiche efficaci (come aria pulita, acqua sicura, sistemi alimentari sostenibili e infrastrutture resilienti). Ghebreyesus ha dichiarato che le proposte del BHAP sono allineate con gli obiettivi dell’OMS di rendere i sistemi sanitari sostenibili e resilienti, confermando la stretta collaborazione e il supporto dell’OMS tramite il network ATACH per realizzare questi obiettivi.
Ha spiccato anche la partecipazione latinoamericana all’evento, e soprattutto quella del Brasile come Paese promotore del BHAP. L’attivista brasiliana Marcele Oliveira, nominata campionessa giovanile per il clima di questa COP, ha esordito con parole di incoraggiamento a prenderci cura del pianeta e di noi tutti reciprocamente, e a lavorare insieme per la salute e la giustizia climatica, seguendo lo spirito di mutirão. Il Direttore della sezione Panamericana dell’OMS (Pan American Health Organization) Jarbas Barbosa ha espresso il proprio impegno a supportare i Paesi del continente americano per tradurre il BHAP in azioni concrete, invitando i ministeri della salute a sottoscrivere il testo e a integrarlo nella propria pianificazione sanitaria. Infine, il Ministro della Salute del Brasile Alexandre Padilha ha illustrato i contenuti principali del BHAP, sottolineando la necessità di collaborazione internazionale e multilateralismo per realizzare gli obiettivi di adattamento a livello globale.
Il Belém Health Action Plan
Il BHAP è un piano di azione focalizzato sull’adattamento che delinea una tabella di marcia composta da azioni concrete, per guidare i Paesi nel raggiungimento di resilienza climatica e sostenibilità nei propri sistemi sanitari. Sono due i principi trasversali che si ritrovano in ogni parte del BHAP: favorire equità e giustizia climatica, e una governance trasparente e responsabile che si adatti alle circostanze dei Paesi e permetta la partecipazione sociale, soprattutto delle fasce più vulnerabili. Il BHAP propone soluzioni per l’adattamento che includono il monitoraggio e la sorveglianza delle problematiche di salute e di quelle ambientali in modo integrato, l’innovazione tecnologica e digitale per la salute, e il rafforzamento di politiche multisettoriali basato sull’evidenza scientifica. Attraverso queste soluzioni, i sistemi sanitari diventeranno più preparati a rispondere agli impatti dei cambiamenti climatici, proteggendo soprattutto le comunità più vulnerabili. Ci sono inoltre due report di supporto al BHAP, che forniscono risorse e raccomandazioni, cioè una sintesi delle politiche pubbliche sulle tematiche di clima e salute (Synthesis of Evidence on Public Policies for Climate and Health), e una sintesi sulla partecipazione sociale nelle strategie di adattamento (Synthesis Report on Social Participation in Climate and Health Adaptation).
Le raccomandazioni del BHAP non sono solo rivolte ai Paesi, ma anche a organizzazioni internazionali e altri partner della società civile, del mondo accademico, del settore privato e della filantropia, che possono sottoscrivere e contribuire ai medesimi obiettivi. Per il momento il documento è stato sottoscritto da 80 Enti, tra cui 43 Paesi, l’Unione Europea e altre organizzazioni.
Durante la discussione che ha seguito il lancio del BHAP, diversi Paesi hanno espresso il proprio supporto per il documento. Alcuni Paesi europei (Spagna, Portogallo, Paesi Bassi) hanno riferito di aver già intrapreso importanti azioni di adattamento a livello dei loro sistemi sanitari. I Paesi Bassi hanno evidenziato l’importanza di effettuare interventi di mitigazione, oltre a quelli di adattamento, cercando di azzerare le emissioni nette anche nel settore sanitario (che contribuisce al 5% delle emissioni globali). Alcuni Paesi del Sud Globale -tra cui Tuvalu, Kenya, Suriname, Zimbabwe – si sono impegnati ad adottare il BHAP ma hanno anche espresso la necessità di supporto e di finanziamenti da parte dei Paesi del Nord Globale per renderlo operativo.
A livello di finanziamenti, giovedì è stato fatto un annuncio importante: un iniziale impegno di 300 milioni di dollari da parte di una coalizione di 35 organizzazioni filantropiche (Climate and Health Funders Coalition), tra cui Bloomberg Philanthropies, The Rockefeller Foundation, Gates Foundation e Wellcome Trust. Questo primo finanziamento sarà devoluto alla ricerca di soluzioni e innovazioni relative al caldo estremo, all’inquinamento atmosferico e alle malattie infettive legate ai cambiamenti climatici, oltre che all’acquisizione di dati ed evidenze scientifiche per orientare le scelte politiche verso la resilienza dei sistemi sanitari.
Grazie al lavoro che ha preceduto la COP30 e all’organizzazione di questa giornata tematica sulla salute, il Brasile ha dato uno slancio importante per favorire azioni di adattamento legate alla salute umana e per attrarre sul tema l’attenzione dei Paesi, delle organizzazioni internazionali e dei finanziatori. Staremo a vedere quanti enti appoggeranno il BHAP entro la fine di questa COP, e come si muoverà successivamente la comunità internazionale per dargli piena realizzazione, soprattutto nei Paesi più vulnerabili. Sicuramente ci sarà bisogno di importanti collaborazioni multilaterali, come per esempio quella dell’Alliance for Transformative Action on Climate and Health, e altri finanziamenti oltre a questo primo impegno da parte delle organizzazioni filantropiche.
È comunque un buon segno il fatto che la salute stia prendendo sempre più piede nel mondo dei negoziati sul clima, e a ragione. La salute è uno degli argomenti più forti e convincenti che abbiamo per l’azione climatica. Non ci può essere salute umana (né società né economie che funzionino) in un pianeta malato. Portiamo avanti questo ‘mutirão’ globale per la salute.
Articolo a cura di Lucia Giannini, coordinatrice della sezione Clima e Salute di Italian Climate Network.
Immagine di copertina: foto della delegazione ICN a COP30.
