il clima della mente
26
Feb

IL CLIMA DELLA MENTE: PERCHÉ È COSÌ DIFFICILE CAPIRE E AFFRONTARE LA CRISI CLIMATICA?

La nuova rubrica di Italian Climate Network per fare luce su neuroscienze, psicologia e diritti umani nell’era della crisi climatica

La crisi climatica non può più essere vista come un problema che riguarda luoghi lontani. Con la crescente frequenza e intensità dei suoi effetti, essa rappresenta oggi una seria minaccia per il benessere del mondo umano e naturale in tutto il pianeta, incluso il territorio italiano.

Le manifestazioni acute e croniche della crisi climatica, unite all’instabilità socio-politica globale, stanno destabilizzando i sistemi ecologici, sociali ed economici su cui facciamo affidamento per sopravvivere e prosperare. Queste manifestazioni mettono anche in luce questioni di giustizia sociale e contribuiscono all’aggravamento delle violazioni dei diritti umani a livello globale.

Inoltre, la crisi climatica è diventata un argomento di conversazione quotidiano, che spesso domina i titoli dei giornali. Anche se oggi chi nega l’esistenza dei cambiamenti climatici è una minoranza, molte persone continuano a confidare nella techno salvation, cioè nel fatto che la crisi climatica e ambientale sarà risolta dalla tecnologia. Infatti, è innegabile che la tecnologia green stia facendo rapidi progressi, ma uno sguardo più attento rivela un paradosso: il numero di persone realmente impegnate a trovare soluzioni non è ancora sufficiente per permetterci di fare passi avanti significativi.

Potremmo essere tentati di concludere che alle persone, in fondo, non importi del futuro del pianeta. Tuttavia, la realtà è più sottile. Ci sono motivazioni inconsce che influenzano le nostre azioni e i nostri comportamenti. In parole povere, i cambiamenti climatici giocano brutti scherzi a una mente umana che non è evolutivamente equipaggiata per affrontare una minaccia di proporzioni esistenziali come questa.

In che modo le neuroscienze e la psicologia possono aiutarci a dare un senso a questo enigma? E perché dobbiamo comprendere il funzionamento della mente e del cervello se vogliamo costruire una più sostenibile e giusta, non solo per gli esseri umani ma per tutte le altre forme di vita su questo pianeta?  

È proprio questo l’obiettivo de Il clima della mente, la nuova rubrica di Italian Climate Network: fare luce sulla connessione vitale che esiste tra cambiamenti climatici, cervello e mente, indagando nei diversi aspetti legati alla salute mentale, come quello dei diritti umani.

Ecco i punti chiave che affronteremo:

  • Il paradosso dell’inazione: perché, nonostante la consapevolezza diffusa sui cambiamenti climatici, sulle loro cause e conseguenze, stentiamo ad agire? Analizzeremo come e perché il nostro cervello fa così fatica a rispondere in modo funzionale e adattivo a una minaccia complessa come la crisi climatica.
  • Impatto sulla salute mentale: i cambiamenti climatici non sono solo un fenomeno ambientale, ma dei fattori di stress che causano emozioni intense, influenzano lo sviluppo e il benessere neurologico, esacerbano le psicopatologie e generano eco-ansia.
  • Giustizia sociale e diritti umani: esploreremo come i cambiamenti climatici aggravino disuguaglianze già esistenti e stiano compromettendo i diritti umani di persone e gruppi di ogni età ed in ogni parte del mondo.

L’obiettivo di questa rubrica è quello di fornire una chiave di lettura scientifica per “hackerare” la nostra mente, proteggere la nostra salute mentale e sbloccare un impegno attivo e sostenibile per il pianeta che garantisca il rispetto dei diritti umani di tutti.

Per questa rubrica, abbiamo scelto di proporvi una prospettiva interdisciplinare che sposa le neuroscienze, la psicologia, la sanità pubblica e planetaria e i diritti umani, mettendo in luce le conseguenze numerose e interconnesse dei cambiamenti climatici sulla mente, sul corpo, e sui sistemi socio-politici. Mentre da un lato la ricerca epidemiologica dimostra l’impatto profondo che le manifestazioni dei cambiamenti climatici hanno sul corpo umano, la ricerca interdisciplinare emergente indica che la crisi climatica rappresenta una profonda minaccia anche per la salute mentale umana. 

È quindi importante riconoscere che il riscaldamento del pianeta e gli altri cambiamenti climatici antropogenici (tra cui perdita di biodiversità e inquinamento) non sono semplicemente uno sfondo ambientale, ma agenti stressanti attivi che alterano l’architettura neurale, interrompono le traiettorie di sviluppo e aggravano le psicopatologie e i disturbi neurologici nel corso della vita. Come i cambiamenti climatici esercitino tale influenza sul nostro cervello e sulla nostra mente, sarà oggetto di questa rubrica. 

Negli articoli a venire, esamineremo gli effetti neurobiologici diretti del calore e degli inquinanti ambientali, i meccanismi epigenetici dello stress prenatale, l’epidemiologia dei traumi mentali legati ai disastri climatici e la maggiore insorgenza di disturbi mentali e neurologici, tra cui il costrutto psicosociale della cosiddetta eco-ansia. Scopriremo anche come il nostro “cervello antico” ostacoli la nostra capacità di rimanere impegnati in un’azione climatica sostenuta, e come questa crisi globale sia così pervasiva da infiltrarsi anche in contesti socio-politici, mettendo a rischio il rispetto dei diritti umani di persone di ogni luogo ed età.

La rubrica offrirà uno sguardo ampio, transdisciplinare e coerente su queste tematiche, incastrando i vari pezzi di un puzzle complesso per favorire la comprensione e l’elaborazione di questa realtà. Anche se consigliamo di seguire ogni uscita della rubrica, sarà possibile leggere ogni articolo anche singolarmente, perché offrirà una prospettiva diversa e complementare agli altri approfondimenti in arrivo. Per non perdere i prossimi articoli, intanto, potete subito iscrivervi alla newsletter gratuita di Italian Climate Network.

Gli impatti dei cambiamenti climatici sul nostro corpo, sulla nostra mente e sui sistemi socio-politici sono complessi. Comprenderli a fondo è il primo passo verso la soluzione, ma questo non è un viaggio da intraprendere da soli.

Articolo scritto da Stefania Maggi, volontaria di Italian Climate Network, con il contributo e la revisione critica di tutte le collaboratrici della rubrica Il Clima della Mente.

Immagine di copertina: illustrazione a cura di @elenayelloww per Italian Climate Network.

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