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09
Gen

I cambiamenti climatici e le aziende italiane: uno sguardo attraverso il CDP Italy Report 2011

 

Anche se sui nostri giornali nazionali si trovano più spesso notizie relative ai costi insostenibili che le aziende italiane dovrebbero sostenere per muoversi nella direzione della riduzione delle emissioni di CO2, qualcosa, anche in Italia, sta cambiando. Tale cambiamento si è percepito durante la presentazione del Carbon Disclosure Project Italy Report 2011 lo scorso 23 novembre 2011 presso la Borsa Italiana, non solo per la maggiore presenza di uditori rispetto alla medesima presentazione del report dell’anno precedente, ma anche per il crescente numero di imprese che hanno aderito alla raccolta dati, 35 imprese nel 2011 rispetto alle 21 del 2010.

 

Il Carbon Disclosure Project è un’organizzazione no-profit, operante dal 2000 con lo scopo di porre la gestione delle emissioni di gas a effetto serra e le strategie d’impresa sui cambiamenti climatici alla base delle decisioni finanziarie e politiche.  Essa lavora raccogliendo, e poi divulgando, informazioni sulle imprese riguardo alle loro strategie di risposta ai cambiamenti climatici, ai rischi e alle opportunità percepite e alle performance emissive di gas climalteranti. In pratica ogni anno, le più grandi aziende per capitalizzazione vengono invitate a compilare il questionario predisposto dal CDP.

 

Nel 2011 sono state invitate a compilare il questionario le 100 imprese italiane più grandi quotate sulla Borsa Italiana. Il tasso di risposta è rimasto invariato, pari al 35% sia nel 2010 che nel 2011, poiché nel 2010 erano state invitate solo 60 aziende. I settori che hanno aderito maggiormente sono quello dei servizi pubblici (energia e gas), seguito dal settore energetico, dei materiali e delle telecomunicazioni. Notiamo che molte imprese italiane che hanno aderito all’iniziativa sono soggette già all’Emissions Trading Scheme. Erano quindi già addentro alla tematica dei cambiamenti climatici per motivi normativi. Così come alcune aziende di prodotti per il consumo sono destinatarie di limitazione di legge alle emissioni derivanti dall’uso dei propri prodotti, ad es. le emissioni degli autoveicoli.  

 

Soffermandoci sulle risposte più salienti, riportiamo che l’82% delle aziende rispondenti ha affermato di aver integrato il tema dei cambiamenti climatici nelle proprie strategie di business. Il calcolo delle emissioni di CO2 è una pratica comune, ma solo poche aziende forniscono il dato sulle performance emissive. 30 aziende (il 91%) dichiarano di aver intrapreso azioni di riduzione delle emissioni ma solo il 67% ha un fissato un obiettivo di riduzione. Sono riportate ben 186 iniziative di mitigazione.

Dalle risposte sui rischi e sulle opportunità emerge come le aziende rispondenti stiano abbandonando il paradigma tradizionale secondo il quale le strategie di risposta ai cambiamenti climatici siano guidate solo dalla necessità di ridurre i rischi ad esso correlati, anche di natura normativa, verso una visione del fenomeno come acceleratore di performance economiche e creatore di valore.

 

Ci auguriamo che anche le aziende più piccole o non quotate, che sono la maggioranza nel nostro Paese, stiano prendendo in considerazione il cambiamento climatico in un’ottica di mitigazione e possano beneficiare delle opportunità ad esso legato, altrimenti lasciate solamente alle grandi imprese.


Federica Gasbarro

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