03
Nov

COP26, RIFLETTORI SUI SISTEMI ALIMENTARI

Alla COP26 si è parlato in questi giorni anche del ruolo dell’agricoltura e del sistema alimentare, che comprende produzione, trasporto e consumo di cibo, nella lotta al cambiamento climatico. L’obiettivo è trovare delle soluzioni per ottenere sistemi agro-alimentari più resilienti che possano garantire sicurezza alimentare ed economica con una riduzione delle emissioni di carbonio e senza perdita di biodiversità.

L’agricoltura è responsabile di un terzo delle emissioni di carbonio totali a livello mondiale. Un terzo del cibo prodotto viene poi perso ogni anno a livello mondiale; la stessa quantità che viene prodotta da piccoli agricoltori che sono i più colpiti dai cambiamenti climatici. Ma allo stesso tempo il settore agricolo gioca un ruolo importante nella sicurezza alimentare e nella conservazione della biodiversità. Per questo, le organizzazioni internazionali e intergovernative presenti a COP26, come la FAO e il Programma Alimentare Mondiale, hanno sottolineato che i sistemi agroalimentari possono e devono far parte delle soluzioni contro il cambiamento climatico. I temi stessi della lotta alla deforestazione e la riduzione delle emissioni di metano non possono portare a soluzioni reali senza l’inclusione del settore agricolo.

Ci sono tre fattori da tenere sotto osservazione. In primo luogo, il ruolo dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione del settore agricolo, con l’utilizzo di tecnologie emergenti come la blockchain e l’uso di droni ed intelligenza artificiale. Tutto ciò potrebbe però non essere sufficiente in quanto si dovranno tenere in conto le componenti sociali su come la tecnologia viene sviluppata e diffusa in tutto il mondo oltre che i bisogni delle popolazioni locali.

In secondo luogo, sarà importante il ruolo dei finanziamenti pubblici e privati per rendere queste innovazioni accessibili a livello mondiale. Infine, l’inclusività: gli agricoltori dovranno essere coinvolti nei processi decisionali a livello internazionale e locale perché ogni azione intrapresa nel settore porti a cambiamenti concreti e duraturi.

Assenti nei dibattiti fino ad ora l’impiego dei sistemi di agricoltura sostenibile e le cosiddette soluzioni basate sulla natura (“nature based solutions”), cioè quelle strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socio-economici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città.

Maria Helena Semedo, Vice Direttrice della FAO, ha lasciato un messaggio molto forte. La COP26, ha detto, è l’ultima speranza che abbiamo per evitare impatti drammatici ed irreversibili sui sistemi di produzione alimentare, e pertanto l’agricoltura deve essere messa al centro dei negoziati. Scopriremo nei prossimi giorni se questo messaggio verrà raccolto dai negoziatori e  leader presenti a Glasgow.

di Alessandro Caprini, Volontario Italian Climate Network per la COP26

Questo articolo del Bollettino COP di ICN fa parte del progetto EC DEAR SPARK. ICN monitora i negoziati e riporta quanto accade in italiano e in inglese, sul nostro sito e sui canali social, come parte di un consorzio paneuropeo di oltre 20 organizzazioni no-profit impegnate nel promuovere la coscienza climatica con particolare attenzione al ruolo dei giovani e ai temi della cooperazione internazionale e delle politiche di genere.

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