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09
Feb

Dicembre 2019, caldo e piovoso

di Simone Abelli, meteorologo del Centro Epson Meteo

L’ultimo mese del 2019 irrompe sulla scena come il più caldo dicembre almeno degli ultimi 60 anni (secondo le elaborazioni del ISAC-CNR è il più caldo degli ultimi 195 anni), superando il precedente primato del dicembre 2000 con un’eccezionale anomalia pari a +1.9°C sulla quale hanno pesato maggiormente gli ampi scarti osservati sulle regioni settentrionali (+2.5°C al Nord-Ovest, +2.2°C al Nord-Est) e in misura inferiore, ma pur sempre di notevole entità, quelli relativi al resto d’Italia (+1.8°C al Centro, +1.5°C al Sud, +1.3°C in Sicilia, +1.9°C in Sardegna). Fra i pochi brevi periodi con temperature sotto la media spicca la fase poco prima della metà del mese, in particolare fra il giorno 12 e il 13 quando si sono verificati i primi e finora unici episodi nevosi significativi della stagione in pianura al Nord.

È stato anche un mese più piovoso della media con un’anomalia pari a +16% a livello nazionale determinata soprattutto dalle abbondanti precipitazioni osservate al Nord (+132% al Nord-Ovest, +59% al Nord-Est) e, più localmente, anche nel versante tirrenico della penisola e nel sud della Sardegna. Molto più scarse, mediamente, le precipitazioni nelle altre zone, in particolare sulla Sicilia dove complessivamente ha piovuto meno della metà del valore normale. Nell’arco del mese si individuano tre fasi di maltempo particolarmente marcato: una all’inizio, una il giorno 13, con anche, come accennato, la neve in pianura al Nord, e infine una dopo la metà del mese. Quest’ultima spicca sulle altre per essere stata la più intensa e duratura, caratterizzata non solo da abbondanti precipitazioni accompagnate da situazioni critiche, ma anche da forti venti meridionali che hanno contribuito a far crescere le temperature fino ai livelli insolitamente miti del periodo pre-natalizio.

Più in generale si chiude un altro anno connotato soprattutto da temperature quasi costantemente sopra la norma (a parte la forte anomalia negativa di maggio e quella un po’ meno marcata di gennaio) in piena sintonia con la tendenza degli ultimi decenni, con ben 9 mesi oltre 1°C sopra la media fra cui l’eccezionale giugno, ricco di nuovi record, a 2.5°C oltre la media. Il 2019, infatti, con uno scarto di 0.96°C sopra i valori medi di riferimento del trentennio 1981-2010, si posiziona al 4° posto fra gli anni più caldi della serie storica il cui punto d’inizio, grazie alle elaborazioni del ISAC-CNR, corrisponde al 1800. In cima a questa classifica, poco più sopra al 2019, restano il 2018, il 2015 e il 2014, per il momento i tre anni più caldi. L’ingresso del 2019 nella “top-ten” degli anni “bollenti” in Italia ha determinato la concomitante fuoriuscita del 1994; pertanto, da ora i 10 anni più caldi fanno tutti parte del nuovo millennio. Le abbondanti precipitazioni al Nord (+34% al Nord-Ovest e 25% al Nord-Est), al Sud (+18%) e in Sardegna (+21%) hanno contribuito a fare del 2019 un anno più piovoso della media con uno scarto complessivo di +16% che corrisponde a un surplus di 34 miliardi di metri cubi d’acqua in più, distribuiti nelle tre zone citate e pari a poco meno del volume del Lago Maggiore. Sa segnalare il notevole accumulo annuale osservato a Genova, pari a 1893 mm, in gran parte ottenuto negli ultimi tre mesi dell’anno, che corrisponde a circa il doppio delle precipitazioni normali e che rappresenta il 3° valore più elevato degli ultimi 60 anni dopo il 2014 e il 1960.

Secondo le elaborazioni del Copernicus Climate Change Service, per il continente europeo è stato il dicembre più caldo della serie storica, appena sopra il dicembre del 2015, con un’anomalia media pari a +3.2°C rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Anche l’intero anno 2019, con uno scarto di +1.2°C, è stato per l’Europa il più caldo della serie, leggermente sopra il 2014, il 2015 e il 2018. Dal punto di vista globale la NOAA inquadra al 2° posto fra i più caldi della serie dal 1880 sia il mese di dicembre 2019 alle spalle del dicembre 2015, sia l’intero anno 2019 posizionato appena sotto il 2016.

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