CALDO ESTREMO E GRAVIDANZA: COMPLICANZE IN AUMENTO E GENERAZIONI A RISCHIO
- Il caldo estremo, sempre più frequente a causa dei cambiamenti climatici, pone rischi considerevoli per la salute materna e per la gravidanza.
- A causa dei cambiamenti climatici, i giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo sono notevolmente aumentati in gran parte dei Paesi del globo.
- Esistono importanti disparità socio-geografiche nell’impatto del caldo estremo sulla gravidanza e nelle possibilità di accesso a servizi di prevenzione e cura necessari.
Sempre più evidenze indicano uno strettissimo legame tra l’innalzamento delle temperature, legato ai cambiamenti climatici di origine antropogenica, e la compromissione della salute umana. Solamente in Europa, durante l’ondata di caldo estremo di giugno-luglio 2025, si stima che i cambiamenti climatici abbiano triplicato il numero dei decessi (ne abbiamo parlato qui). Le conseguenze del caldo estremo per la salute umana sono innumerevoli. Basti pensare alla disidratazione, allo stress termico e ai colpi di calore, che sono le sue conseguenze più dirette e potenzialmente emergenziali. Ma non solo: il caldo estremo può aggravare altre condizioni come le malattie cardiovascolari, il diabete, le malattie respiratorie e i disturbi psichici. La vulnerabilità alle temperature estreme è pertanto fortemente legata alle condizioni psicofisiche di base delle persone, oltre che alle condizioni socio-economiche che ne influenzano l’esposizione.
Una conseguenza importantissima del caldo estremo, di cui tuttavia si parla poco, sono i rischi per la salute materna nella gravidanza. L’esposizione al caldo estremo in gravidanza è stata associata a un rischio maggiore di complicanze quali l’ipertensione e il diabete gestazionale, oltre che a un maggior rischio di morbilità grave e necessità di ricovero ospedaliero per le persone in gravidanza. Inoltre, il caldo estremo risulta correlato a un rischio maggiore di esiti avversi durante la gravidanza, come la morte fetale e la nascita pretermine. Quest’ultima può avere a sua volta conseguenze gravi e irreversibili sulla salute del neonato.
Un recente studio di Climate Central ha analizzato le temperature quotidiane nel quinquennio 2020-2024 in 247 Paesi e in 940 città, con lo scopo di quantificare il numero dei giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo attribuibili ai cambiamenti climatici, e di valutare in quali regioni del mondo le donne in gravidanza ne sono più colpite.
I giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo sono stati definiti come quelli con temperature massime più alte rispetto al 95% delle temperature osservate in una specifica area geografica. Tale soglia è stata infatti associata con un rischio maggiore di nascite premature. Tramite il Climate Shift Index (CSI) è stato stimato il numero dei giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo direttamente attribuibili ai cambiamenti climatici, comparando il numero totale annuo dei giorni a rischio osservati (nel quinquennio in esame) con il numero dei giorni a rischio che sarebbe occorso in assenza dei cambiamenti climatici.
In tutti i Paesi in esame, lo studio ha riscontrato un aumento annuo di almeno 5 giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo attribuibile ai cambiamenti climatici. In quasi un terzo dei Paesi in analisi (78 Paesi su 247), l’aumento medio dei giorni di gravidanza a rischio è stato di almeno un mese per anno; una cifra estremamente significativa se si pensa che anche solo un giorno di caldo estremo può influire sul decorso della gravidanza. Nella maggior parte dei Paesi (222 su 247) e delle città (593 su 940) in analisi, il numero annuo medio dei giorni di gravidanza a rischio è più che raddoppiato.
Figura 1. Numero annuo medio dei giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo attribuibile ai cambiamenti climatici nel quinquennio 2020-2024 (figura proveniente dal report “Climate change increasing pregnancy risks around the world due to extreme heat” di Climate Central).
In alcuni Paesi, soprattutto in quelli insulari del Pacifico (vedi tabella 1), il contributo dei cambiamenti climatici ai giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo è stato preponderante; in questi Paesi, tutti o quasi i giorni a rischio sono stati attribuiti ai cambiamenti climatici.
Tabella 1. Paesi in cui tutti, o quasi tutti, i giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo sono stati attribuiti ai cambiamenti climatici (tabella proveniente dal report “Climate change increasing pregnancy risks around the world due to extreme heat” di Climate Central).
Un punto di criticità centrale per questo tema, così come per altre problematiche di salute legate ai cambiamenti climatici, sono le dinamiche di disparità e di ingiustizia sociale che si riscontrano, per cui le persone e le popolazioni più vulnerabili dal punto di vista socio-economico risultano essere quelle più colpite. Difatti, l’aumento maggiore dei giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo si è verificato soprattutto in aree del cosiddetto Sud Globale, come i Caraibi, parti dell’America Centrale e Meridionale, le isole del Pacifico, l’Asia Sud-Orientale e l’Africa Subsahariana. Molti dei Paesi più colpiti sono piccoli Paesi insulari in via di sviluppo, che contribuiscono solo in minima parte all’emissione di gas serra climalteranti e che, tuttavia, subiscono le conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici. Sono 15 i Paesi in cui si è verificato un aumento di almeno 60 giorni di gravidanza a rischio per il calore estremo attribuibile ai cambiamenti climatici, tutti nella regione dei Caraibi (vedi Tabella 2).
Questi Paesi risultano particolarmente vulnerabili per la carenza di misure preventive (come condizionatori, rifugi climatici) e per le barriere di accesso ai servizi sanitari, soprattutto nelle fasce più povere e/o appartenenti ad aree geografiche remote. A queste barriere si somma una minore resilienza dei sistemi sanitari per far fronte ai crescenti bisogni di prevenzione e cura legati ai cambiamenti climatici, che sono destinati ad aumentare sempre di più nei prossimi anni.
Tabella 2. Paesi in cui è stato riscontrato l’aumento annuo maggiore di giorni di gravidanza a rischio per il caldo estremo attribuibili ai cambiamenti climatici (tabella proveniente dal report “Climate change increasing pregnancy risks around the world due to extreme heat” di Climate Central).
I dati relativi agli effetti del caldo estremo sulla gravidanza mettono in luce la preoccupante realtà che le generazioni future sono già vittime delle conseguenze dei cambiamenti climatici, ancora prima di nascere. Se vogliamo garantire un futuro vivibile e prospero per le nuove generazioni, sottraendole alle conseguenze più temibili dei cambiamenti climatici per la loro salute e per il loro benessere, servono investimenti sostanziali sia nella mitigazione (ossia la riduzione dei gas serra) sia nell’adattamento, quest’ultimo destinato a rafforzare le misure di prevenzione e i sistemi sanitari, soprattutto nei Paesi del Sud Globale. Dobbiamo agire – e dobbiamo farlo subito – per garantire un futuro meno caldo, più salubre ed equo alle generazioni future in tutto il Pianeta.
Articolo a cura di Lucia Giannini, coordinatrice della sezione Clima e Salute di Italian Climate Network.
