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GIORNO 9 – 19 NOVEMBRE 2025

Stando ai piani originari della Presidenza brasiliana, questo Bollettino COP avrebbe dovuto arrivarvi a plenaria politica in corso, corredato da una nostra analisi della più recente bozza dell’ormai attesissimo “pacchetto politico”, il cuore di questa COP30. Un pacchetto che il Presidente della COP, Correa do Lago, aveva abilmente re-inserito in agenda senza passare da una politicamente faticosa scalata alla cover decision classica, ma anzi passando dal punto 2 in agenda COP, le “consultazioni della Presidenza”.

Il suo piano, tuttavia, si è scontrato con due imprevisti. Da una parte, una mediazione cinese con sauditi e russi non proprio riuscita, che nelle ultime ore ha portato a un deciso rallentamento. Dall’altra, l’Unione Europea fatica a trovare una posizione comune. Il Brasile avrebbe voluto Cina e UE al tavolo con un accordo di massima già ieri sera. Fonti interne ci raccontano che mentre tutti gli altri delegati del mondo aspettavano indispettiti nelle sale fino a mezzanotte inoltrata, in realtà lato cinese ed europeo si era ancora lontani dalla quadra, tanto che la CEO di COP30 Ana Toni, figura centrale della Presidenza brasiliana, a un certo punto avrebbe addirittura abbandonato il vertice, per poi tornare in COP solo stamani.

Una fumata grigia, insomma. 

Questa mattina, entrando in COP, abbiamo incrociato il Presidente brasiliano Lula e, a ruota, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres. Qui per partecipare alla plenaria anticipata di Correa, evidente. Plenaria che – ad ora – non c’è, e probabilmente non ci sarà fino a venerdì, a questo punto insieme all’altra, ordinaria, sui tavoli tecnici.

Martedì abbiamo inviato un Bollettino COP a tema musicale, per stemperare gli animi e l’attesa. L’attesa rimane, e potremmo parlare del fatto che Italia e Polonia sono gli unici due Stati al mondo a citarsi a vicenda nei propri inni nazionali. Cosa che nessuno sa in Italia, perché non cantiamo mai il Canto degli Italiani oltre la prima strofa. Cosa che tutti sanno in Polonia, perché l’Italia è nominata nel ritornello. Ma cosa c’entra questo con la COP? 

C’entra, perché pare che Italia e Polonia siano al centro di un rinnovato gemellaggio, un patto internazionale anti-transizione che sta di fatto tenendo fermi i lavori a Belém, assieme al solito e consumato ostruzionismo saudita – contro il quale evidentemente anche Pechino poco può. Italia e Polonia nelle ultime ore si sono dichiarate contrarie al linguaggio proposto dalla Presidenza su tutti e tre i temi principali di quello che sarà il “pacchetto politico”: transitioning away dalle fonti fossili, finanza per l’adattamento, giusta transizione. Una contrarietà che arriva nonostante una proposta europea di mediazione sul terzo punto: in teoria dovrebbe tenere conto anche delle opinioni dei due fratelli d’inno, che invece hanno rinnegato ogni coinvolgimento.

Minuti fa il Ministro Gilberto Pichetto, ora presente qui in COP, ha dichiarato che il Segretario Generale Guterres gli avrebbe chiesto personalmente di lavorare per trovare il miglior compromesso. Poco prima, il Commissario Europeo Hoekstra aveva dichiarato che tutto sommato potevano esserci molti modi, formali e diplomatici, per uscire dall’impasse testuale.

Nell’attesa che accada qualcosa, continuiamo a seguire con attenzione ogni capannello, ogni possibile indizio, mentre vi proponiamo come sempre i nostri approfondimenti.

Sperando che l’Italia si desti, che “transizione chiamó”.

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