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comunicazione

PIANI SUL CLIMA IN COMPETIZIONE?

Dal 16 al 20 gennaio i leader del mondo dell’industria e della politica si sono incontrati a Davos, in Svizzera, per l’annuale vertice invernale del World Economic Forum. Il titolo dell’edizione di quest’anno era “Cooperare in un mondo frammentato”, con un ovvio riferimento al conflitto russo-ucraino ed alle sue conseguenze geopolitiche, ma non solo.

CLIMATE SPACE FESTIVAL 2022: LA PARTECIPAZIONE DI ITALIAN CLIMATE NETWORK

Durante il mese di dicembre Italian Climate Network ha partecipato all’edizione 2022 di Climate Space con Maria De Pasquale, coordinatrice della sezione Clima ed Educazione, e Francesca Casale, formatrice del Progetto Scuola. Il progetto Climate Space, a cura di Francesco Cara, nasce da un’idea di Ludovico Einaudi e si ripete tutti gli anni in occasione dei suoi concerti al Teatro dal Verme di Milano, in collaborazione con Ponderosa Music&Art. Si tratta di uno spazio per esplorare, attraverso le immagini e la musica, le relazioni con la natura che cambiano con le conseguenze dei cambiamenti climatici. Quest’anno il tema di Climate Space erano le interconnessioni tra natura e città, la dipendenza delle città dalle risorse naturali e la permeabilità e l’influenza reciproca tra ambiente urbano e naturale.

L’ACCORDO KUNMING-MONTREAL DI COP15: I PAESI AFRICANI CONTRO PECHINO

Nella tarda notte di domenica 18 dicembre, intorno alle 4 del mattino ora di Montreal, a COP15 è stato adottato l’Accordo Kunming-Montreal, il quadro globale per la biodiversità (global biodiversity framework o GBF) per questo decennio. Il Presidente di COP15, Huang Runqiu, ha proposto durante la plenaria di chiusura di adottare l’Accordo Kunming-Montreal e un pacchetto di decisioni tra cui il quadro di monitoraggio, i meccanismi di pianificazione, monitoraggio e revisione, capacity building e cooperazione tecnologica, mobilitazione di risorse e informazioni sulla sequenza digitale (DSI) delle risorse genetiche.

COP15: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, L’ARRIVO DEI MINISTRI E LA LETTERA ALLA PRESIDENZA

Mancano pochi giorni alla chiusura di COP15 a Montreal, prevista per lunedì 19 dicembre, ma rimane ancora molto lavoro da fare. I Paesi in via di sviluppo stanno temporeggiando ad inserire nella bozza di accordo obiettivi ambiziosi di conservazione e tutela della biodiversità, finchè non vedranno impegni altrettanto ambiziosi relativi alle risorse finanziare messe a disposizione dai Paesi sviluppati per supportare l’implementazione dei target dell’accordo.

IL RUOLO DELLA FINANZA A COP15

Mercoledì 14 dicembre è stato il finance day a COP15. I Paesi in via di sviluppo spingono per la creazione di un nuovo fondo per la biodiversità, mentre i Paesi ricchi si oppongono alla creazione di questo fondo. Inoltre, come a COP27, i Paesi sviluppati spingono perchè Cina, Brasile e le altre grandi economie del mondo, contribuiscano allo sforzo economico invece di posizionarsi come Paesi in via di sviluppo all’interno dei negoziati e questo non fa che aumentare le tensioni. I Ministri dei Paesi sono a Montreal, vediamo se riusciranno a smuovere il processo negoziale in questi ultimi giorni di COP15, la cui fine è programmata per lunedì 19 dicembre.
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