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Ott

PreCOP26: l’incontro dal punto di vista degli osservatori giovanili

(immagine: Giulia Persico, ICN, parla alla plenaria di chiusura della preCOP26 a Milano in rappresentanza di YOUNGO, 2 ottobre 2021)

Si è conclusa la preCOP26, l’incontro che ha offerto a 50 Paesi l’occasione di confrontarsi prima della COP26 di Glasow. Anche alcune organizzazioni della società civile hanno partecipato alla preCOP come osservatori, attraverso 9 costituenti o gruppi di interesse. Tra questi, YOUNGO (Youth NGOs) che rappresenta le ONG giovanili che nel mondo si occupano di clima, di cui Italian Climate Newtork è il focal point italiano.

La preCOP di Milano non ha avuto carattere decisionale, ma ha offerto un’occasione di confronto aggiuntiva in vista della COP26 per i Paesi le cui politiche incidono maggiormente sul bilancio delle emissioni globali. Obiettivo, facilitare i prossimi negoziati sui temi sui quali c’è ancora disaccordo. “Fiducia” è stata una delle parole ricorrenti di questi giorni in cui ci sono confronti bilaterali e la ricostruzione di rapporti propedeutici alla cooperazione multilaterale tra gli Stati.

Diversi i nodi da sciogliere in vista di Glasgow riguardo la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici:

  • il non travalicamento del limite dell’1.5°C di innalzamento medio della temperatura entro fine secolo,
  • la definizione di obiettivi più stringenti al 2025, al 2030 e al 2050,
  • la finanza climatica e in particolare il finanziamento di 100 miliardi l’anno dalle Parti oltre alle questioni relative alle perdite e ai danni,
  • trasparenza e tempistiche comuni per i contributi nazionali sotto l’Accordo di Parigi (NDC).

Durante la Pre-COP26, gli osservatori sono intervenuti nella plenaria iniziale, nella quale le 9 costituenti hanno presentato due discorsi per esprimere i loro punti comuni, soprattutto in merito alla necessaria azione degli Stati. Hanno, inoltre, partecipato alle plenarie finali sugli argomenti specifici di discussione e, durante la plenaria conclusiva, ogni gruppo ha avuto l’opportunità di intervenire con un intervento di 2 minuti.

Ma quali sono stati i punti salienti del discorso finale di YOUNGO? Riprendendo quanto discusso durante la Youth4Climate e gli obiettivi e le proposte in quella sede formulate, YOUNGO ha invitato le Parti a:

  • aderire alla Campagna SC1.5NCE NOT SILENCE per riconoscere il ruolo della scienza e l’importanza del non superamento dell’obiettivo 1.5°C,
  • firmare una dichiarazione Intergovernativa su Bambini, Giovani e Azione climatica per garantire a tutti un ambiente sano,
  • utilizzare delle soluzioni basate sulla natura, garantire trasparenza e inclusività in tema di finanza climatica,
  • ricordare l’importanza dell’educazione e di una transizione giusta soprattutto per i giovani dei Paesi dalle aree maggiormente colpite dai cambiamenti climatici.

YOUNGO ha inoltre espresso vicinanza ai movimenti globali per il clima e chiesto ai decisori di interrogarsi sulle radici delle proteste per poter agire nella giusta direzione.

Diversi relatori nei loro discorsi conclusivi hanno citato l’importanza di ascoltare gli osservatori, soprattutto i giovani – questo forse uno degli esiti positivi più legati al processo Youth4climate.

Il Presidente britannico della COP26, Alok Sharma, ha annunciato una giornata durante la COP26 dedicata alla gioventù e invitato fin da subito le parti all’ascolto. Lo stesso Sharma ha poi affermato in conferenza stampa che “un fallimento di COP26 non è un’opzione contemplabile”. Il Ministro italiano della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha affermato che i giovani devono passare dalle proteste alle proposte e ha sottolineato l’importanza di trattare congiuntamente la questione del clima e delle disuguaglianze

A poco meno di un mese dalla COP26 di Glasgow, i delegati si salutano più vicini su alcuni argomenti, ancora incerti su altri. Nel primo momento negoziale dal vivo dopo la pandemia, i 50 Paesi della preCOP si sono sforzati di creare un dialogo in un contesto di fiducia reciproca e di dichiarata volontà di azione. Le promesse sono però ancora lontane da una realtà in cui la maggior parte NDCs presentati dalle parti sono insufficienti e l’obiettivo di rimanere entro i limiti dell’Accordo di Parigi sembra ancora lontano.

Nelle COP sul clima, sulle singole parole si gioca il destino del mondo, da quelle dipendono diritti e doveri e non si può più correre il rischio che rimangono vuote, un “bla bla bla” – citando l’intervento di Greta Thunberg in apertura di Youth4climate – che non ci possiamo permettere. Gli osservatori continueranno a fare pressione affinché i decisori agiscano con la dovuta urgenza ed attenzione. L’appuntamento è quindi a Glasgow per il bilancio finale.

di Giulia Persico, Coordinatrice Progetto Scuola e portavoce YOUNGO alla preCOP26

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