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Set

Youth4climate, tra ambizione e concretezza: il punto sui lavori

di Jacopo Bencini, Policy Advisor e UNFCCC contact point

Swedish climate activist Greta Thunberg looks on as she speaks during the Youth4Climate pre-COP26 conference in Milan, Italy, September 28, 2021. REUTERS/Flavio Lo Scalzo

Evitare le chiacchiere. Alzare da subito il livello dell’ambizione climatica internazionale, attraverso impegni seri e precisi e non solo generici pronunciamenti sul bene. L’effetto della denuncia di Greta Thunberg e Vanessa Nakate in apertura dei lavori nella giornata di ieri si è sentito. I quasi 400 delegati giovanili da tutto il mondo hanno iniziato stamani la seconda giornata di lavori in vista di domani, 30 settembre, quando le loro proposte finiranno sul tavolo dei delegati degli Stati, in vista di COP26.

Abbiamo avuto modo di conoscere alcuni delegati giovanili a margine della prima giornata di lavori e ognuno di loro, indipendentemente da Paese e regione di provenienza, ci ha portato un messaggio chiaro: le richieste dei giovani saranno forti e ambiziose, per spingere davvero in avanti il processo, fin dove possibile e per far capire ai delegati nazionali, ai governi, ai “grandi”, che i giovani vivono un’urgenza incontenibile e sono pronti a tutto per farsi sentire.

I giovani delegati sono divisi in quattro gruppi di lavoro tematici, ne abbiamo parlato in un precedente articolo. Al termine della prima giornata di lavori, pare che le proposte più forti siano arrivate dal gruppo sui temi dell’economia, della finanza, del sostegno alle azioni di mitigazione. Da quanto sappiamo, pare che nelle bozze oggi in esame vi sia una forte richiesta verso emissioni nette zero a livello globale già entro il 2030. I giovani chiedono: è davvero un obiettivo impossibile?

Nella giornata di ieri il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha invitato i giovani partecipanti a portare proposte e non solo richieste, e pare che i delegati lo abbiano capito benissimo. Già dai lavori preparatori durante l’estate, ci dicono, l’attenzione è stata posta al tradurre ogni obiettivo o richiesta in una serie di punti pratici su quali strade percorrere per renderli realizzabili. Ai tavoli di lavoro in questo momento si parla di: finanza climatica e cooperazione con i paesi più vulnerabili, supporto alle energie rinnovabili, transizione, posti di lavoro e formazione professionale, lotta al greenwashing nella responsabilità sociale d’impresa, partecipazione attiva delle comunità nei processi decisionali, partecipazione degli attori statali, non-statali e privati.

Vi è in queste ore una lotta contro il tempo per finalizzare le bozze e renderle il più puntuali e concrete possibili entro il confronto con i governi di domani. Questo, infatti, l’obiettivo principe sul quale, ci dicono, i giovani di tutte le nazionalità si sono da subito trovati d’accordo: essere davvero incisivi nel processo decisionale. Ambizione e concretezza.

Questo articolo del Bollettino COP di ICN fa parte del progetto EC DEAR SPARK. ICN monitora i negoziati e riporta quanto accade in italiano e in inglese, sul nostro sito e sui canali social, come parte di un consorzio paneuropeo di oltre 20 organizzazioni no-profit impegnate nel promuovere la coscienza climatica con particolare attenzione al ruolo dei giovani e ai temi della cooperazione internazionale e delle politiche di genere.

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