27
Set

Giovani e crisi climatica: opportunità di confronto nell’anno cruciale per il clima

Di Giulia Persico, Coordinatrice Progetto Scuola

La generazione che subirà le maggiori conseguenze della crisi climatica. L’ultima a poter fare davvero qualcosa. I giovani si trovano in una posizione critica rispetto al cambiamento climatico: sono quelli che dovranno convivere più a lungo con i suoi effetti, ma attualmente detengono il minor potere decisionale e le loro voci sono spesso emarginate dal processo politico. Ora le piazze e i cartelloni non bastano più e i giovani di tutto il mondo pretendono una voce, vogliono partecipare a quei tavoli dove si decide il destino del mondo, chiedono un confronto diretto con il sistema per poterlo cambiare.

È con questo spirito di inclusione dei giovani nei processi decisionali che nasce l’evento Youth4climate, che porterà a Milano dal 29 al 30 settembre 400 ragazze e ragazzi da tutto il mondo per discutere dei temi più importanti relativi al cambiamento climatico, per trovare soluzioni comuni da riportare nei contesti nazionali ed internazionali. Proposto durante la COP25 di Madrid dall’ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, Youth4Climate è frutto di un lungo processo preparatorio (i nove eventi virtuali di Youth4ClimateLive Series) iniziato durante la pandemia. I giovani si confronteranno in gruppi e sottogruppi di lavoro su ambizione climatica, ripresa sostenibile dopo la pandemia, coinvolgimento degli attori non statali e una società più consapevole delle sfide climatiche. Il terzo giorno vedrà un dialogo diretto tra i giovani e i Ministri partecipanti alla preCOP26, una conferenza a porte chiuse in cui i delegati di 50 Paesi si confronteranno sui nodi da sciogliere prima della COP26 di Glasgow. La preCOP si terrà immediatamente a seguire  Youth4Climate e terminerà il 2 ottobre. L’obiettivo di Youth4climate è, quindi, rendere i giovani davvero protagonisti, portare i decisori ad agire concretamente per il clima, ma anche formulare proposte concrete e influenzare quella che sono le sedi di discussione e decisione relative al cambiamento climatico.

Youth4Climate è quindi un appuntamento extra, un evento eccezionale, che va ad integrare processi esistenti. La Costituente YOUNGO (Youth-NGO) in seno all’UNFCCC, il gruppo di interesse giovanile riconosciuto dalla Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici che riunisce ragazzi e ragazze tra 16 ai 35 anni e le organizzazioni non governative che in tutto il mondo si occupano di clima e giovani, sin dal 2005 si incontra nello stesso luogo delle COP prima dell’inizio dei negoziati. In queste occasioni si svolgono le COY, le Conference of Youth, dei veri e propri momenti negoziali sviluppati attraverso un processo dal basso, dove tutto è gestito dai giovani con l’ausilio ed il supporto della UNFCCC. In questo periodo storico in cui la pandemia mette a rischio l’inclusività e la partecipazione al negoziato, soprattutto nei Paesi del sud del mondo, le ragazze e i ragazzi della COY stanno compiendo uno sforzo incredibile per portare almeno due delegati a Paese a Glasgow. In quella sede si discuterà un Global Youth Statement, una dichiarazione politica frutto delle suggestioni raccolte durante l’anno da tutto il mondo, che sarà inoltrata ai negoziatori della UNFCCC e rappresenterà la voce ufficiale della gioventù durante la COP – le proposte ed i contenuti che emergeranno da Youth4climate, infatti, andranno ad informare i lavori della preCOP26, non direttamente della COP. Altra differenza tra i due processi sta nel sostegno alla rappresentatività: se è pur vero che il processo COY viene autogestito dal basso rispetto all’istituzionale Youth4climate, esso deve inevitabilmente ricorrere ad azioni di crowd funding per i delegati con minori possibilità di viaggare, mentre tramite Youth4climate il governo italiano sosterrà (al 100%) i due delegati per ogni paese UNFCCC.

Grazie al lavoro della Costituente YOUNGO, i giovani hanno quindi da anni la possibilità di partecipare al negoziato sul clima, influenzandolo. Tramite YOUNGO, nel 2015 si è riusciti a far inserire il principio dell’equità intergenerazionale nel Preambolo dell’Accordo di Parigi grazie anche al contributo di Italian Climate Network. Tale traguardo implica che tutte le decisioni che saranno prese per l’attuazione di questo Accordo dovranno tenere conto non solo dei principi di equità tra Paesi, bensì anche tra generazioni affinché quelle future possano usufruire dello stesso tipo di risorse e servizi naturali di cui possiamo beneficiare noi oggi.

I lavori della prossima COY, come detto, saranno la conclusione di un iter globale strutturato in tante Local COY nazionali, auto-organizzate. Nell’edizione italiana 2021, che è tenuta online dal 20 al 26 settembre e alla quale ICN ha contribuito come sostenitore, ci si è concentrati sulle sfide della transizione (agro-alimentare, economica, energetica e socio-culturale) da affrontare nei prossimi 10 anni per rimanere entro il limite di + 1,5°C di aumento della temperatura rispetto ai livelli preindustriali.

Sono cruciali i negoziati, i compromessi, le dichiarazioni, ma ancora più importante, in un momento storico in cui le cause e le soluzioni ai cambiamenti climatici sono ben noti e il tempo sta scadendo, è agire concretamente. Il motto della COP25 era proprio “è il tempo di agire” eppure in due anni ben poco è cambiato in termini di risultati concreti. Un altro concetto chiave è la partecipazione. In un periodo in cui la pandemia ha acuito le disuguaglianze e aggravato le situazioni già compromesse, soprattutto nel sud del mondo, assicurare una voce ai giovani, in particolar modo a coloro che già subiscono in modo più critico gli effetti dei cambiamenti climatici, sarà un tema centrale della prossima COP.

Questo articolo del Bollettino COP di ICN fa parte del progetto EC DEAR SPARK. ICN monitora i negoziati e riporta quanto accade in italiano e in inglese, sul nostro sito e sui canali social, come parte di un consorzio paneuropeo di oltre 20 organizzazioni no-profit impegnate nel promuovere la coscienza climatica con particolare attenzione al ruolo dei giovani e ai temi della cooperazione internazionale e delle politiche di genere.

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