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Mag

ECOSOC YOUTH FORUM: I GIOVANI COINVOLTI SU CLIMA E AGENDA 2030

L’importanza della voce dei giovani e giovanissimi nella lotta all’inazione climatica sta smuovendo le coscienze di molti. È però indubbio che queste voci non sono sempre prese in considerazione ai più alti livelli dei processi decisionali.

All’ECOSOC Youth Forum si è voluto proprio contrastare questa tendenza e si sono voluti aprire forum di dialogo per dare spazio alla condivisione di idee da giovani menti, ma soprattutto si è parlato di inclusione giovanile nei processi decisionali governativi e di strategie attraverso le quali il loro coinvolgimento può avvenire. Si è anche parlato di diritti umani, di disoccupazione giovanile, di sviluppo sostenibile, di scuola e non in ultimo del ruolo della tecnologia e dei finanziamenti rispetto a questi temi.  Sfide di assoluta urgenza, se le si considera rappresentate in un quadro globale dove la crisi climatica sembra definire e limitare il tempo a disposizione per agire concretamente ed efficacemente per le nuove generazioni e per quelle che abitano attualmente questo pianeta. Il Forum ha, quindi, creato l’occasione di riflettere sull’approccio innovativo dei giovani verso gli obiettivi dell’agenda 2030 e ha portato sullo stesso tavolo leader governativi e rappresentanti di associazioni giovanili. 

L’ECOSOC Youth Forum è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (United Nations Economic and Social Council- ECOSOC)  con il supporto del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali (Department of Economic and Social Affairs – DESA) delle Nazioni Unite. Nella sessione di inizio lavori si è anche presentato il Youth 2030 Progress Report che enfatizza come nel tempo, dal 2018 ad adesso, la presenza e l’inclusione dei giovani nei processi decisionali e nei tavoli governativi sia in aumento. 

COME SI È SVOLTO E QUALI SONO STATI I RISULTATI

La sessione plenaria che ha aperto il Forum intitolata “Lavorando con e per la gioventù nella ri-costruzione post COVID-19 e raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030” è stata dedicata alle strategie per “ri-costruire” la società e il pianeta con i giovani dopo il Covid. Questo per dare un messaggio forte e chiaro sull’importanza e l’opportunità di ri-costruire il tessuto sociale e ambientale modificato dal Covid-19, rilanciando l’azione per lo sviluppo sostenibile e l’azione climatica in un panorama politico che considera, ascolta ed “utilizza” i giovani in questo processo di ri-costruzione (build back) come fonte ed ispirazione. Le sessioni tematiche del primo giorno si sono concentrate sui quattro obiettivi principali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: Obiettivo 4 “educazione”, Obiettivo 5 “eguaglianza di genere”, Obiettivo 14 “vita sotto il livello del mare” e Obiettivo 15 “vita sul suolo”. Mentre il pomeriggio è continuato con sessioni tematiche sul “Build Back Better” (il ri-costruire in meglio, e non ugualmente a prima) associati al ruolo delle donne, delle associazioni giovanili e ambientaliste e al ruolo dell’educazione.

Per quanto riguarda il secondo giorno la mattinata si è aperta con la prima sessione degli eventi suddivisi per aree geografiche. Le zone rappresentate sono state: l’Asia ed il Pacifico, la regione degli stati Arabi, l’Africa, l’America Latina, i Caraibi e infine l’Europa, il Nord America e gli altri stati. Alla mattinata dedicata agli eventi regionali è poi seguito un pomeriggio di sessioni plenarie dove molto spazio è stato dedicato direttamente alle voci dei giovani. Infatti, sebbene le sessioni regionali della mattina siano rimaste incentrate più su interventi di capi di stato e governo, le sessioni plenarie del pomeriggio sono state intese come forum di ascolto dei rappresentanti delle generazioni più giovani e delle loro idee. Per esempio, nella prima sessione del pomeriggio “Finanziamo il nostro futuro – Obiettivo 17 dell’Agenda 2030”, si è ampiamente parlato della promozione di investimenti socialmente e ambientalmente responsabili che tengano in considerazione i bisogni delle generazioni più giovani e del cambiamento di un modello economico ormai obsoleto per arrivare a prenderne in considerazione uno che riesca ad attutire e prevedere shock futuri. In pratica, un modello economico-finanziario di investimenti più resilienti per salvaguardare le generazioni presenti e future. In questa stessa sessione si è anche parlato di innovazione e infrastrutture digitali. Di grande attualità e di estrema concretezza è stato il tema della strutturazione e l’utilizzo di dati, di sapere e di ricerca prodotti da giovani donne e uomini. Questo, al fine di rafforzare la ricerca e l’inclusione giovanile nei programmi per informare gli attori politici riguardo temi e politiche ambientali e climatiche. In ogni caso, l’obiettivo principale di questa sessione era basata sul capire come gli attuali strumenti internazionali e nazionali possono avere più impatto sui giovani e aumentare le opportunità che i giovani hanno per interagire attivamente sulla formulazione e l’implementazione di politiche finanziare per avanzare gli obiettivi dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

Il calibro umano e professionale dei moderatori, dei giovani rappresentanti delle associazioni presenti, degli studiosi e dei rappresentanti del settore privato all’evento è stato degno di un grande forum internazionale. Il format da remoto ha dato la possibilità ad ancora più voci di farsi sentire e di raggiungere con il loro eco parti del pianeta che molto spesso hanno difficoltà ad essere ascoltate. Ciò che si può rimarcare è anche la modalità con cui l’evento è stato organizzato. Si è infatti voluto dare molto più spazio a momenti di dialogo, di condivisione e di discussione tra i partecipanti che di mera presentazione “a senso unico” degli stessi, cosa che molto spesso accade durante eventi di queste dimensioni organizzati virtualmente. A questo proposito la piattaforma creata ad hoc per la creazione e condivisione di contenuti su social media ha permesso a numerosi partecipanti di fare network, di condividere la loro esperienza durante l’evento e di sentirsi parte integrante di uno spazio di dialogo, nonostante la versione online.

L’evento è stato molto di più di un semplice forum di ascolto dove attori internazionali e nazionali hanno interagito con i giovani voci. È stato, per la sua struttura, partecipazione globale e supporto istituzionale, un vero e proprio messaggio di trasformazione. Trasformazione attiva verso un modello mai considerato prima, ma fondamentale per la presente e futura esistenza, un modello che vede le generazioni passate responsabili collaborare con le generazioni presenti. Generazioni queste, emotivamente e professionalmente preparate per affrontare un giro di boa di tale importanza e centralità, che gioverà all’umanità intera.

Fonti: https://linktr.ee/SocialMedia_UNECOSOCYF 

Articolo a cura di Cecilia Consalvo, Volontaria Italian Climate Network

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