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Apr

FRANCIA AL VOTO: CLIMA E PROGRAMMI

Tra poche ore sapremo chi, tra i 12 candidati all’Eliseo al primo turno, potrà giocarsi davvero la corsa alla presidenza francese il prossimo 24 aprile, in occasione del secondo turno – dai sondaggi appare infatti assai improbabile che uno fra i tre favoriti Macron, Le Pen e Melenchon possa ambire ad un exploit immediato.

Le elezioni francesi di questo mese potrebbero ricordare molto quelle del 2017, con una sfida già caratterizzata dalla compresenza non maggioritaria di Republique En Marche (il movimento del Presidente Macron), il Rassemblement National (la coalizione di Le Pen, destra) e La France Insoumise (il perimetro di Melenchon, sinistra ecosocialista) – non citeremo in questa sede le proposte di Anne Hidalgo, sindaca di Parigi conosciuta per le sue politiche verdi e oggi candidata per il Partito Socialista Francese, data molto lontana dai primi tre nei sondaggi. Sono invece elezioni molto diverse, con Macron che non rappresenta più una novità politica dopo cinque anni di presidenza e un certo offuscamento del suo progetto iniziale di ricostruzione europea attorno ad un’area centrista e progressista allo stesso tempo; inoltre, le elezioni si tengono nel pieno del semestre di presidenza europea della Francia mentre a poche migliaia di chilometri imperversa il conflitto russo-ucraino, vera variabile impossibile da prevedere di queste elezioni. Variabile che altera profondamente anche la visione sulle politiche del clima dei tre principali contendenti.

Nel 2020 la Francia si classificava al 21° posto globale per emissioni climalteranti, con 277 milioni di tonnellate di anidride carbonica emessa nell’anno di riferimento – più dell’Italia, che nello stesso anno si classificava al 18° posto. Il suo energy mix si caratterizza per il ruolo centrale dell’energia nucleare, al centro delle politiche nazionali di sviluppo come di questa campagna elettorale.

(fonte: International Energy Agency, 2022)

Nonostante un ruolo importante ma non più centrale nella vicenda emissiva globale, la Francia rappresenta comunque un punto di riferimento politico e culturale innegabile in Europa e nel mondo, capace quindi di influire nella determinazione di politiche e scenari ben oltre i propri confini nazionali. Anche per questo queste elezioni contano tanto per il clima. Rifacendosi ai programmi elettorali pubblicati sui siti dei tre principali candidati ed alla sintesi fornita dal quotidiano francese Le Figaro, potremmo riassumere le principali posizioni sui temi legati al clima e all’energia come segue.

Transizione ecologica e indipendenza energetica

MACRON: transizione basata su nucleare, eolico e fotovoltaico, con forti investimenti nell’impresa e nell’automotive (filiera francese dell’auto elettrica e primi aerei a basse emissioni) e attenzione ai livelli locali di governo (autodeterminazione locale dell’energia)

LE PEN: Francia totalmente indipendente a livello energetico; transizione basata su nucleare, idroelettrico e idrogeno

MELENCHON: 200 miliardi di euro in investimenti verdi e socialmente utili verso una transizione a 100% rinnovabili

Nucleare

MACRON: costruzione di 6 centrali nucleari di nuova generazione

LE PEN: rilanciare la filiera nucleare

MELENCHON: uscita dal nucleare, verso le energie rinnovabili

Energie rinnovabili

MACRON: entro il 2050, moltiplicazione per 10 del potenziale di generazione da fotovoltaico e costruzione di 50 parchi eolici in mare; investimenti per diventare leader dell’idrogeno verde

LE PEN: accenni a investimenti in idroelettrico e idrogeno

MELENCHON: passaggio al 100% di energia da rinnovabili con uscita da fonti fossili e nucleare

Efficienza energetica

MACRON: misure pubbliche per garantire la ristrutturazione ed efficientamento energetico di 700.000 abitazioni all’anno senza oneri per i cittadini

LE PEN: (non citato)

MELENCHON: rinnovamento del parco immobili nazionale

Mezzi pubblici e urbanistica

MACRON: un nuovo meccanismo di leasing agevolato per i nuclei famigliari meno abbienti per il noleggio di automobili elettriche

LE PEN: (non citato)

MELENCHON: normare la distanza massima di 15/30 minuti in auto o mezzi pubblici tra la residenza ed i servizi pubblici essenziali; ri-nazionalizzazione delle ferrovie e rimessa in opera delle linee ferroviarie periferiche; ri-nazionalizzazione delle autostrade

L’attenzione dei tre principali candidati al tema dell’indipendenza energetica (sottinteso mai esplicitato nei programmi: dalla Federazione Russa) deriva inevitabilmente dal mutare degli scenari geopolitici a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Proprio nei giorni precedenti il voto, il Presidente in carica Macron – apparentemente in crisi di consenso nell’elettorato verde e progressista – era stato tra i primi a proporre uno stop generale alle importazioni di petrolio e gas russi in Europa, soluzione osteggiata però dal Governo tedesco ancora eccessivamente dipendente da quelle stesse importazioni. In uno scenario bellico e geo-energetico in continuo e rapidissimo mutamento, le proposte dei due contendenti che da stasera si contenderanno l’Eliseo potrebbero ulteriormente mutare nei prossimi giorni.

di Jacopo Bencini, Policy Advisor e UNFCCC Contact Point

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