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Giu

June Momentum: la Pandemia non ferma il processo negoziale

di Margherita Bellanca

Data la pandemia di coronavirus che sta coinvolgendo tutto il mondo, anche i diversi eventi negoziali dell’UNFCCC previsti per il 2020 sono stati rimandati. Mentre la COP26 è stata rimandata di un anno, e si terrà a Novembre 2021, i cosiddetti “negoziati intermedi” sono stati posticipati di 6 mesi, e sono previsti a Bonn nell’Ottobre di questo anno. D’altra parte, il 2020 sarebbe dovuto essere un anno particolarmente importante per il processo negoziale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.

Quest’anno infatti le Parti dovrebbero presentare i nuovi National Determined Contributions (NDCs). Inoltre, alcuni temi estremamente rilevanti sono rimasti in sospeso dalla COP25, ed era previsto che i lavori venissero portati durante tutto il 2020.

Il segretariato dell’UNFCCC ha quindi cercato nuove forme per far sì che i negoziati sul clima non si fermino completamente per l’emergenza Coronavirus, intensificando meeting virtuali. In questo framework si è sviluppato il June Momentum, una serie di eventi online, sviluppati dall chair del Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice SBSTA e del Subsidiary Body for Implementation (SBI) con il supporto del segretariato dell’UNFCCC, e reso disponibile anche per eventi organizzati direttamente dalla presidenza della prossima COP.Questi eventi online, tenutisi tra  l’uno e il dieci Giugno, hanno cercato di offrire un’opportunità alle Parti e ad altri stakeholders per continuare a scambiare opinioni e informazioni, per mantenere alta l’attenzione sul processo negoziale dell’UNFCCC e sull’azione climatica nonostante le circostanze della pandemia. Durante queste giornate, non si è solamente cercato di avanzare con i lavori tecnici all’interno dei negoziati, ma di sviluppare il dialogo  rispetto a differenti argomenti trattati dall’UNFCCC -(dal capacity-building, alla finanza, dalla scienza alla finanza, tutti elementi fondamentali per la stesura dei nuovi NDCs)  e di coinvolgere diversi stakeholders, creando anche eventi indirizzati direttamente agli osservatori. Pur non facendo parte formalmente del processo negoziale e non portando a decisioni ufficiali, queste giornate sono servite a portare avanti le discussioni su alcuni dei nodi negoziali, nonostante la pandemia.

In particolare, nell’evento di apertura del 1 Giugno, Patricia Espinosa (Segretaria Esecutiva dell’UNFCCC), Carolina Schmidt (Presidente della COP25) e Alok Sharma (presidente designato della COP26) hanno sottolineato la visione dell’azione climatica da parte dell’UNFCCC e della Conferenza delle Parti per il 2020, alla luce della pandemia globale, sottolineando l’importanza di questo anno per il processo negoziale e come alle Parti sia ancora richiesto di sottomettere i nuovi NDCs. Hanno quindi invitato le Parti a sviluppare NDCs ambiziosi, con una visione di lungo periodo.

Nei giorni successivi, sono stati particolarmente rilevanti gli eventi che si sono focalizzati sul ruolo dei paesi meno sviluppati e delle donne all’interno dell’azione climatica, oltre che l’evento in relazione all’Action for Climate Empowerment (ACE), il dialogo all’interno dell’UNFCCC su educazione, formazione, sensibilizzazione, partecipazione, accesso alle informazioni e cooperazione internazionale.

Ma un ruolo particolarmente importante è stato quello degli osservatori. In particolare, il 2 Giugno si è tenuto un incontro tra il chair dei Subsidiary Bodies con tutte le constituency degli osservatori in cui è stato possibile delineare un quadro generale, specialmente sui prossimi appuntamenti negoziali. Le diverse constituency hanno espresso la preoccupazione che seguendo le modalità online il processo negoziale diventi meno trasparente e meno capace di coinvolgere la società civile. In particolare, se da una parte all’interno degli eventi del June Momentum non è stato possibile mettere a disposizione la traduzione in diverse lingue, dall’altra non è ancora chiaro se e come sarà possibile aprire la sessione negoziale di Ottobre agli osservatori. Date le norme COVID, infatti, sarà probabilmente necessario ridurre il numero di osservatori ammessi all’evento, comportando però una minore capacità di coinvolgimento della società civile all’interno del processo negoziale.

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