MITIGAZIONE COP30 1.5
17
Nov

MITIGAZIONE: CINA E ARABIA SAUDITA PROVANO A FAR SPARIRE L’OBIETTIVO 1.5 E LA SCIENZA

Dopo una prima settimana di negoziato sul Programma di Lavoro sulla Mitigazione, che si era chiusa con pochi progressi e ancora meno ambizione, domenica sera a COP30 è stata pubblicata una nuova bozza di testo.

Rispetto all’ambizione, nella bozza continuano a mancare impegni concreti sugli NDC per ridurre le emissioni per limitare l’aumento della temperatura media globale a 1,5°C rispetto all’era preindustriale, come previsto dall’Accordo di Parigi. Per centrare l’obiettivo, ricordiamo, serve ridurre le emissioni globali del 43% entro il 2030 rispetto al livello del 2019, arrivando poi a tagliarle del 60% entro il 2035 e a raggiungere il net zero, le emissioni nette zero, entro il 2050. 
Nulla di tutto ciò viene menzionato nel nuovo testo. 

Addirittura, lunedì in sala l’Arabia Saudita e Cina hanno chiesto di rimuovere dalla bozza ogni riferimento all’obiettivo di 1.5°C, sostenendo che non è più possibile centrarlo perché questa soglia è già stata raggiunta: ne abbiamo parlato qui.

Come ha spiegato in questo articolo la Direttrice Scientifica di Italian Climate Network, Serena Giacomin, le soglie dell’Accordo di Parigi non fanno riferimento alla temperatura di un singolo anno, ma alla media mobile pluriennale del riscaldamento globale. “Centrare l’obiettivo di 1.5°C è oggi una corsa contro il tempo con probabilità di successo molto basse – ha sottolineato Giacomin -. Ma questo non è un motivo per smettere di correrla”: l’obiettivo di 1.5°C è un riferimento scientifico e politico che misura la differenza tra danni moderati e danni molto più gravi, e ogni decimo di grado evitato può salvare milioni di vite.

Per fortuna nel nuovo testo è stato mantenuto il riferimento all’1.5 e alla scienza.

Dal testo di domenica 16 novembre

Nella bozza compare anche il riferimento al Global Stocktake, come richiesto venerdì dalla Colombia, menzione a cui si era opposta l’Arabia Saudita. Il testo ribadisce che “l’obiettivo del programma di lavoro sarà quello di aumentare urgentemente l’ambizione e l’attuazione della mitigazione in questo decennio critico, in modo da integrare il Global Stocktake”.

Per quanto riguarda la sezione “Miglioramenti” (del processo), il nuovo testo parla della necessità di migliorare l’accesso ai finanziamenti, inclusi sovvenzioni e prestiti agevolati, anche tramite banche multilaterali di sviluppo, istituzioni finanziarie e il settore privato. Si parla inoltre di invitare altri corpi e iniziative ONU – tra cui il Green Climate Fund (GCF) e il Global Environment Facility (GEF) – a contribuire in linea con i rispettivi mandati. Su questo punto si era apertamente opposta l’Unione Europea in quanto oggettivamente fuori dal mandato del Gruppo di Lavoro, 

L’altro punto di discussione sulle aree di miglioramento del Programme rimane la piattaforma digitale

Nel nuovo testo c’è anche l’opzione di avviare una piattaforma digitale per la mitigazione, collegata alla piattaforma già attiva sugli approcci non di mercato previsti dall’articolo 6, paragrafo 8, dell’Accordo di Parigi.
La richiesta di legare la piattaforma digitale del Programma di lavoro sulla Mitigazione alla piattaforma dell’Articolo 6.8 viene da un gruppo di Paesi del gruppo G77+Cina, tra cui Arabia Saudita, Cina, e India. Ricordiamo che l’articolo 6.8 dell’Accordo di Parigi riguarda forme di cooperazione internazionale sul clima che non prevedono l’uso di meccanismi di mercato. Di fatto, legando il Mitigation Work Programme all’articolo 6.8, questi Paesi cercano di collegare la mitigazione al supporto internazionale in termini di finanza, trasferimento tecnologico e capacity-building

Infine, rispetto alla prosecuzione del programma MWP, sembra esserci accordo nel testo sul fatto che il programma di lavoro continuerà per un anno fino a COP31, con l’obiettivo di adottare una decisione sulla continuazione del programma in quella sede. Come vi abbiamo raccontato qui, infatti, la Presidenza brasiliana sta lavorando in parallelo a una roadmap sulla mitigazione che, se approvata, potrebbe diventare un potenziale duplicato del Gruppo di Lavoro.

Articolo a cura di Margherita Barbieri, delegata di Italian Climate Network

Immagine di copertina: UN Climate Change – Zô Guimarães

You are donating to : Italian Climate Network

How much would you like to donate?
€10 €20 €30
Would you like to make regular donations? I would like to make donation(s)
How many times would you like this to recur? (including this payment) *
Name *
Last Name *
Email *
Phone
Address
Additional Note
Loading...