10
Nov

TRASPARENZA: POCHE ORE E TRE OPZIONI SUL TAVOLO

Ormai nel terzo giorno di negoziato politico, nei corridoi e nelle stanze i delegati nazionali continuano a discutere di come formulare (testualmente e nelle tabelle) una delle decisioni più attese in questa COP, quella sulla trasparenza nella reportistica delle emissioni nazionali correnti e future. Sul perché questo tema è così importante abbiamo parlato in un articolo pubblicato da Wired.

Sostanzialmente si discute da anni di come impostare un foglio di calcolo nel quale ogni Stato possa autonomamente riportare i dati sulle proprie emissioni per settore. Il nuovo sistema di reportistica, potenziato e comune per tutti i Paesi a partire dal 2024 (il cosiddetto Enhanced Transparency Framework), donerà all’Accordo di Parigi sul clima una caratteristica da sempre assente nella politica internazionale: la possibilità di confrontare, basandosi sulle reportistiche nazionali aggregate, gli effettivi impegni di ogni Stato e la loro realizzazione in tempo, per così dire, reale. Una sorta di fact checking che in sostanza porta alla costruzione di un nuovo regime internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite, nel quale ogni Paese del mondo comunica trasparentemente il proprio operato e lo mette a disposizione di scienziati, politici di altri paesi, osservatori della società civile. Proprio per questi motivi il negoziato sulla trasparenza è non solo uno dei più scientificamente complessi, ma anche politicamente rilevanti dell’intera vicenda climatica.

La prima settimana, come ci aveva raccontato Aurora Audino qualche giorno fa, si era chiusa con una richiesta di tempo aggiuntivo per arrivare a bozze definite sui temi principali. Tra lunedì e martedì i negoziati sono quindi proseguiti in via tecnica dopo l’indicazione, da parte del Presidente della COP Alok Sharma, di continuare con i facilitatori che già avevano guidato i lavori nella prima settimana, per giungere a delle bozze definite entro ieri pomeriggio (martedì). Le bozze sono state pubblicate sul sito della UNFCCC alle 8.55 del mattino di ieri e rimangono, ad ora, le uniche disponibili per gli osservatori. Sappiamo dai corridoi che i negoziati sono poi proseguiti fino ad almeno tutto il pomeriggio, probabilmente il Presidente della COP fornirà maggiori aggiornamenti nella plenaria di aggiornamento prevista per questa giornata.

A dominare il dibattito è la necessità di clausole di flessibilità per i Paesi con minori capacità reportistiche. In sintesi, si cerca una mediazione tra ambizione e flessibilità che metta d’accordo tutti gli Stati, da quelli più ambiziosi e dotati di esperti, scienziati, centri di ricerca capaci di fornire dati completi ed aggiornati, a quelli che invece chiedono un supporto in questo senso alle Nazioni Unite e a quelli, infine, che pur avendo tutte le possibilità reportistiche fanno appello al proprio status di “paese in via di sviluppo” secondo la divisione del mondo interna all’UNFCCC, ormai risalente al 1992, per nascondere una scarsa volontà di condividere i propri dati con gli altri dietro presunte carenze di personale scientifico.

Ecco quindi che nella bozza circolata alle 8.55 di ieri appaiono tre opzioni per applicare questa flessibilità nei futuri fogli di calcolo:

(estratto dalla bozza su trasparenza circolata ieri)
  1. Creazione di una funzione automatica nel sistema che nasconda le righe o colonne nelle quali un Paese non abbia inserito alcun dato (per esempio, sulle emissioni di un certo tipo di gas in un certo settore dell’economia);
  2. Possibilità per i Paesi di esercitare un’opzione, per la quale potranno non mostrare righe o colonne nelle quali non abbiano inserito alcun dato;
  3. Utilizzo di un simbolo, “FX” (flessibilità), nelle caselle che non si ha intenzione di compilare, spiegandone a margine le motivazioni.

Se da un lato arrivare ad una concessione di flessibilità sarà inevitabile, soprattutto alla luce delle difficoltà dei Paesi più piccoli nel reperire e sistematizzare i dati sulle loro emissioni, allo stesso tempo la scelta tra un’opzione e l’altra permetterà alla comunità internazionale di monitorare i progressi con diversi gradi di accuratezza.

Per sostenere i più piccoli nella reportistica e superare, nel medio periodo, queste iniziali difficoltà in vista dell’entrata in funzione del nuovo sistema, un nuovo strumento si affianca ai classici prestiti di risorse umane da parte delle principali agenzie internazionali. Proprio ieri pomeriggio il Partenariato per la trasparenza sotto l’Accordo di Parigi (PATPA, Partnership on Transparency in the Paris Agreement), iniziativa cooperativa lanciata da Germania, Corea del Sud e Sud Africa in stretta collaborazione con la FAO ha presentato un nuovo strumento, chiamato “Roadmap Tool”, per sostenere i Governi nella redazione del loro primo report biennale sotto il nuovo sistema entro il 2024. La presentazione è stata accompagnata dai commenti di alcuni Governi-tester, in particolare Mongolia e Cambogia, che hanno sottolineato le difficoltà dei loro paesi nello svolgere questo lavoro da soli senza un supporto di questo tipo.

Intanto, il negoziato continua. Nell’ultima versione circolata della bozza di conclusioni di questa COP si fa riferimento alla necessità per i Paesi di farsi trovare pronti in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema di reportistica, dopo (punto 70) la soddisfazione per il completamento della definizione delle regole in merito (completamento quindi del Paris Rulebook), definizione che a questo punto pare destinata ad arrivare a conclusione entro la settimana:

(estratto dalla bozza circolata stamani)

Continuate a seguirci tramite il nostro Bollettino COP per aggiornamenti a seguito della plenaria di oggi.

di Jacopo Bencini, Policy Advisor e UNFCCC Contact Point

Questo articolo del Bollettino COP di ICN fa parte del progetto EC DEAR SPARK. ICN monitora i negoziati e riporta quanto accade in italiano e in inglese, sul nostro sito e sui canali social, come parte di un consorzio paneuropeo di oltre 20 organizzazioni no-profit impegnate nel promuovere la coscienza climatica con particolare attenzione al ruolo dei giovani e ai temi della cooperazione internazionale e delle politiche di genere.

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