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BIODIVERSITÀ: L’ULTIMA OCCASIONE A NAIROBI PER RAGGIUNGERE UN ACCORDO AMBIZIOSO A TUTELA DELLA BIODIVERISTA’ IN VISTA DI COP15

E’ iniziata lunedì a Nairobi l’ultima sessione di negoziati preparatori della Convenzione sulla Biodiversità (Convention on Biological Diversity o CBD) in vista della conclusione di COP15, la quindicesima Conferenza delle Parti. Avevamo raccontato in questo articolo come la COP15 doveva svolgersi nel 2020, ma a causa della pandemia è stata posticipata al 2021 e divisa in due parti, la prima tenutasi a ottobre 2021 in modalità virtuale e la seconda in presenza. 

Durante la plenaria di apertura di ieri mattina, Elizabeth Maruma Mrema, Executive Secretary della CBD, ha annunciato che la conclusione di COP15 si svolgerà dal 5 al 17 Dicembre di quest’anno, a Montreal in Canada, dove si trova la sede del Segretariato della Convenzione. La decisione di spostare COP15 dalla Cina al Canada è dovuta al continuo dilagare della pandemia da coronavirus in Cina e alla politica zero-casi messa in atto dal Governo Cinese. Pechino, che per la prima volta detiene la presidenza di un importante accordo ambientale delle Nazioni Unite, manterrà la Presidenza dell’evento e la responsabilità di organizzare la Conferenza, ma lo farà in coordinamento con il governo canadese. La scelta sembra esser stata dettata anche da timori sui costi proibitivi per i Paesi più piccoli di partecipare a COP15 se si fosse tenuta in Cina e alle preoccupazioni per le restrizioni di accesso alla società civile e alla stampa

Inoltre, la decisione di posticipare di altri quattro mesi COP15 (nei giorni scorsi sul sito ufficiale della CBD veniva indicata come possibile data fine Agosto) è un segnale della volontà di allocare tutto il tempo a disposizione, fino alla fine dell’anno, per arrivare ad un accordo globale il più possibile condiviso e ambizioso che possa essere adottato durante COP15. Infatti, è fondamentale compiere progressi significativi questa settimana a Nairobi per ottenere risultati importanti alla COP15. 

Come ha ricordato Inger Andersen, Executive Director di UNEP, le priorità durante questi negoziati sono diverse. 

In primo luogo, aumentare l’ambizione e lavorare sulla misurabilità degli obiettivi per arrestare la perdita di biodiversità globale. Nella bozza dell’accordo, sono inseriti nel testo diversi target numerici, ma ci sono ancora troppi disaccordi, e i numeri sono tutti riportati nel testo tra parentesi. Abbiamo bisogno di accordi sui target numerici perché, senza numeri e strumenti di misurazione per valutare i progressi, gli obiettivi dell’accordo rimarranno solo promesse

In secondo luogo, è fondamentale migliorare i meccanismi di pianificazione (planning), la rendicontazione (reporting) e revisione (reviews). Infatti, solo 6 dei 20 Aichi targets, gli obiettivi per la biodiversità del decennio 2011-2020, sono stati parzialmente raggiunti e nessun obiettivo è stato pienamente raggiunto. Questa mancanza di risultati è preoccupante e non possiamo permetterci che succeda con i nuovi obiettivi per questo decennio, contenuti nell’Accordo attualmente in discussione. 

Un altro punto cruciale e uno dei più dibattuti è quello delle risorse finanziarie a tutela della biodiversità. Vanno risolti i disaccordi su come allineare i flussi finanziari nazionali e internazionali pubblici e privati e su quanti fondi vadano stanziati a tutela della biodiversità entro il 2030 e quanti entro il 2050. 

La mole di lavoro per i negoziatori a Nairobi è tanta, considerando che i negoziati dureranno meno di una settimana. Le aspettative sono quelle di arrivare ad un testo condiviso e con il minor numero possibile di parole tra parentesi, per facilitarne l’adozione a COP15 a Dicembre. 

Per quanto riguarda l’organizzazione dei lavori, alla chiusura dei negoziati a Ginevra a marzo, le diverse parti della bozza dell’accordo si trovavano in diversi stadi di sviluppo. Mentre alcune parti sono state sono state sottoposte a un esame approfondito, altre sono state discusse parzialmente e altre ancora non sono state discusse affatto. Per questa ragione a Nairobi, gli elementi che non sono stati discussi a sufficienza a Ginevra (come le sezioni dalla A alla E e dalla H alla K), saranno affrontati per primi. 

C’è ancora molto da fare per raggiungere un accordo ambizioso per tutelare la biodiversità globale e questi negoziati hanno un’enorme responsabilità: come ha ricordato Elisabeth Maruma Mrema, Executive Secretaria della CBD, sono la nostra ultima occasione per raggiungere di risultati concreti entro la fine del decennio. L’aspettativa è che questo incontro produca un forte segnale politico per dare slancio all’ambizione entro la fine del decennio. 

I riflettori sono, quindi, tutti puntati sui negoziatori in Kenia, e aspettiamo di vedere i prossimi giorni di negoziato per analizzare i risultati. 

Articolo a cura di Margherita Barbieri, Volontaria Italian Climate Network

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