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Giu

LE ASPETTATIVE PER LA COP31

  • COP31 è percepita dai Paesi come il momento decisivo per passare all’implementazione concreta dell’Accordo di Parigi. Rimangono tra i temi centrali la rilevanza dell’obiettivo, il lancio del secondo Global Stocktake (GST) e la necessità di chiudere il gap sull’adattamento.
  • È emersa, in modo trasversale tra i Paesi partecipanti e sui diversi tavoli di lavoro, la necessità di attribuire maggiore centralità alla finanza nei prossimi negoziati considerandola un elemento essenziale per rendere attuabili gli obiettivi concordati.
  • I Paesi riaffermano l’impegno nel multilateralismo e lo considerano cruciale per accelerare la transizione energetica e mantenere l’obiettivo di 1,5°C.

In vista della chiusura dei negoziati intermedi, martedì a Bonn le consultazioni sulla visione e le priorità di COP31 hanno confermato che l’appuntamento di Antalya rappresenterà un momento decisivo per passare  all’implementazione concreta dell’Accordo di Parigi. Alcuni dei punti dell’agenda di COP31 sono stati ribaditi con l’obiettivo di rafforzare l’ambizione e porre obiettivi concreti: 

  • accelerazione dell’elettrificazione con l’obiettivo di raggiungere un tasso di elettrificazione globale pari al 35% entro il 2035;
  • riduzione pari ad almeno il 25% dell’intensità energetica nel settore edile entro il 2035;
  • raggiungimento di un tasso di utilizzo circolare dei materiali pari ad almeno il 15% nel settore produttivo e manifatturiero entro il 2035, con benefici rilevanti in termini di riduzione delle emissioni e di efficienza nell’uso delle risorse.

La Presidenza della COP30, rappresentata in sala dall’Ambasciatrice Lilian Chagas, ha evidenziato i risultati ottenuti a Belém in vista dei prossimi negoziati. Secondo Chagas,  la COP30 ha fatto dei passi in avanti su diversi fronti: su quello politico con il rafforzamento del multilateralismo, sul fronte normativo con 65 decisioni approvate e il lancio di un programma di accelerazione (acceleration programme) che mira a rafforzare l’attuazione delle soluzioni climatiche e ad evitare che i Paesi subiscano i costi economici dei disastri legati al clima, e infine per quanto riguarda l’implementazione, con 102 piani di accelerazione delle soluzioni grazie al coinvolgimento di varie Parti tra cui società civile e settore privato. Lilian Chagas ha definito la COP31 “la COP del futuro”, sottolineando che sarà segnata dalla continuità della collaborazione tra Australia, Turchia e Presidenza della COP30, con l’obiettivo di garantire l’attuazione dei piani approvati a Belém. 

Sally Box, Vicepresidente dei negoziati e capo negoziatrice per la COP31, ha dichiarato che l’Australia intende lavorare su tutti gli elementi del negoziato, facendo leva sui risultati della COP30 e cooperando con Brasile e Turchia per accelerare l’attuazione a livello globale e preparare le basi per il secondo Global Stocktake (GST) attraverso un processo inclusivo e trasparente.

In sala ha poi preso la parola l’Iran, segnalando che ci sono  “questioni in sospeso” (unfinished business), nei dialoghi informali, in particolare sulla Just Transition dove molte Parti non sono soddisfatte del testo informale presentato dai Co-Chairs. Sulla Giusta Transizione è intervenuta anche la Women and Gender Constituency, chiedendo una sessione aggiuntiva per discutere di come il Just Transition Mechanism (JTM) . 

Alcuni partecipanti hanno segnalato la necessità di integrare meglio nei negoziati sulla mitigazione temi rilevanti per  le aree montane e gli agricoltori nella transizione. A tal proposito, il Kirghizistan ha proposto di integrare la dimensione montana in tutti i filoni di lavoro, evidenziando come tali contesti continuino a essere scarsamente finanziati e poco visibili nell’agenda climatica internazionale. Il gruppo degli agricoltori ha sottolineato il loro ruolo centrale, sia per l’adattamento sia per la mitigazione, indicando al contempo la persistente insufficienza di risorse dedicate al settore e la necessità che una transizione giusta debba includere pienamente le comunità rurali. 

L’Unione Europea ha dichiarato che “quest’anno dovrà essere dedicato a rafforzare la fiducia nell’attuazione degli obiettivi, alla presentazione degli NDC, al consolidamento dell’obiettivo di azzerare le emissioni nette e di costruire economie resilienti, in linea con l’obiettivo di 1,5 °C”. La sfida di COP31 sarà tradurre le aspettative dei vari Paesi in decisioni concrete, bilanciando ambizione scientifica con realtà politiche e finanziarie. La Cina ha affermato che il multilateralismo è la parte migliore e la parte peggiore del processo: la sua forza è la cooperazione, la sua debolezza è la difficoltà di raggiungere consenso in momenti complessi. COP31 dovrà dimostrare che gli obiettivi di Parigi sono ancora raggiungibili, ma questo richiede non solo dichiarazioni ambiziose, ma meccanismi operativi, finanziamenti concreti e un processo negoziale che includa tutte le voci, specialmente quelle spesso invisibili.

Articolo a cura di Silvia Petrignano, volontaria di Italian Climate Network

Immagine di copertina: UNFCCC

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