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Lug

LA VOCE DI UNA GENERAZIONE

Il cambiamento climatico rappresenta una crisi intergenerazionale che incide prepotentemente sui diritti e sul futuro di milioni di bambine, bambini e adolescenti. Ascoltare la loro voce è un primo passo e un dovere per una maggiore equità intergenerazionale.

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«I nostri leader difettano di azione, e lo fanno intenzionalmente. Fanno finta di avere ambizioni contro i cambiamenti climatici, ma aprono miniere sfruttando risorse senza aumentare risorse. Selezionano giovani come noi facendo finta di ascoltarci, ma non è vero, non ci stanno ascoltando». – Greta Thunberg

Secondo UNICEF, sono circa 1 miliardo i minori che vivono in Paesi a “rischio estremo” di subire gli impatti del cambiamento climatico. 850 milioni sono i bambini esposti ad almeno quattro rischi ambientali o climatici come onde di calore, cicloni, inquinamento dell’aria, alluvioni e scarsità d’acqua. La crisi ambientale si rivela una vera crisi dei diritti dell’infanzia, una crisi intergenerazionale, le cui conseguenze colpiscono in misura maggiore bambine, bambini e adolescenti che meno hanno contribuito a generarla.

I dati di Save the Children International mostrano come a livello globale, in media e in base agli Accordi di Parigi, un bambino nato nel 2020 affronta 2 volte in più il rischio di incendi rispetto a una persona nata nel 1960, 2,8 volte in più il rischio di carestie e inondazioni, 2,6 volte in più fenomeni di siccità e ben 6,8 volte in più ondate di calore eccessive. Un impatto che incide drasticamente sui diritti fondamentali dei bambini, come il diritto alla salute, all’istruzione, ad una casa sicura e un ambiente salubre. 

La campagna globale “Generation Hope” di Save the Children International ha proprio questo obiettivo: dare voce alle nuove generazioni e chiedere azioni urgenti contro il cambiamento climatico e le diseguaglianze per un mondo più sicuro ed un futuro più sereno per tutti e tutte. 

A livello nazionale, Save the Children Italia ha lanciato una serie di Consultazioni per ascoltare la voce dei più giovani riguardo al cambiamento climatico e alle disuguaglianze economiche, lanciando un questionario online rivolto a giovani tra i 14 e i 24 anni in Italia, per raccogliere le loro idee, raccomandazioni, bisogni e soluzioni per un mondo più verde e giusto. Le istanze raccolte dai ragazzi e dalle ragazze intervistate permetterà di fare proposte ancora più efficaci durante i prossimi importanti appuntamenti globali come lo Youth4climate e la COP27. 

Per garantire giustizia ed equità intergenerazionale è necessario innanzitutto ascoltare la voce delle giovani generazioni, oggi sempre più attente alla sostenibilità e allarmate da una politica sorda e un sistema socio-economico che mette a rischio il loro futuro. Il movimento Fridays for Future, così come le diverse iniziative locali e globali, hanno mostrato l’impegno dei giovani, la loro consapevolezza ed il loro attivismo, sia durante le COP ed eventi collaterali e preparatori, così come anche nelle piazze delle principali città del mondo. Bambine, bambini e giovani sono oggi di nuovo in prima linea e si stanno preparando per la prossima COP e Youth4Climate, come protagonisti della rivoluzione verde e della transizione che ci accingiamo a sperimentare.

La tutela dell’ambiente è considerata dai giovani una delle maggiori priorità. Secondo le rilevazioni condotte da Eurobarometro su iniziativa del Parlamento UE, il 39% dei giovani europei considerano l’ambiente uno dei temi chiave e più urgenti per le politiche pubbliche nei prossimi anni. In Italia, i ragazzi e le ragazze che indicano la tutela dell’ambiente e il contrasto ai cambiamenti climatici come una priorità sono il 44%, sopra la media europea: un’attenzione che si concretizza anche in un maggiore attivismo sul tema.

Ebbene, nell’ambito del dibattito contemporaneo, la loro prospettiva sul mondo e la loro visione di futuro non vengono quasi mai considerate. Eppure, proprio su di loro ricadranno le conseguenze dei cambiamenti climatici e la necessità di rispondere nel futuro alle scelte che si realizzano oggi. Bambine, bambini e adolescenti sono agenti di cambiamento e la loro partecipazione alla definizione di politiche a livello locale, nazionale e globale su questi temi deve quindi essere fortemente incentivata con processi più inclusivi, rappresentativi e partecipativi.

Articolo a cura di Michela Lonardi, Volontaria Italian Climate Network

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