LA SFIDA DELL’ADOZIONE DEL TESTO DEL MITIGATION WORK PROGRAMME
- I Co-facilitatori hanno deciso di produrre un “testo informale, privo di status negoziale o ufficiale, che non pregiudichi l’esito delle trattative” prima della prossima sessione per facilitare l’avanzamento dei lavori.
- Finanza, tecnologia e capacity building sono emerse come condizioni chiave per portare avanti il lavoro sul Mitigation Work Programme (MWP).
- Il dibattito si è concentrato sul ruolo del MWP come veicolo per lo scambio di idee senza aggiungere condizionalità agli obiettivi NDC (gli obiettivi climatici dei Paesi).
La consultazione informale sull’ambizione e l’implementazione del Mitigation Work Programme (MWP), introdotto per la prima volta a COP27 a Sharm el-Sheikh in Egitto, ha evidenziato profonde divisioni tra le Parti, ma anche un rinnovato impegno nel continuare a portare avanti il lavoro al suo interno. Le divisioni hanno riguardato in particolare alcune Parti, tra cui la Cina (per conto degli Like-Minded Group of Developing Countries (LMDC)), l’Egitto e il Gruppo Arabo, che si sono dichiarate favorevoli a procedere esclusivamente con uno schema basato su titoli enunciativi, temendo che un testo informale di supporto ai negoziati (il cosiddetto “informal facilitative paper”) completo pregiudichi le posizioni delle Parti nei prossimi negoziati e venga interpretato come un draft su cui lavorare alla COP31.
Le posizioni nettamente polarizzate sull’adozione di un testo informale tra le Parti hanno evidenziato che il consenso sul mandato del MWP rimane ancora irraggiungibile al momento. Ciò nonostante, tra le Parti è comunque emersa l’intenzione di portare avanti questo filone di lavoro, come suggellato dall’intervento della Repubblica di Corea che, tramite un’analogia, ha reiterato l’importanza di continuare a cercare un accordo sul MWP e della partecipazione di tutti nel portare avanti gli impegni presi.
Nonostante le posizioni divergenti, la sessione si è conclusa con la decisione di stilare il cosiddetto “informal facilitative paper with no status and no prejudice on the outcome”, ossia un testo informale di supporto ai negoziati, privo di status formale e senza pregiudizio sull’esito finale, che verrà reso disponibile prima della prossima riunione, lasciando alle Parti il diritto di decidere cosa cambiare, aggiungere e come utilizzarlo alla COP31.
Un secondo tema centrale emerso dalla consultazione sul MWP è la centralità di finanza, tecnologia e capacity building come prerequisiti indispensabili per qualsiasi avanzamento reale nell’implementazione del MWP. La maggior parte dei Paesi in via di sviluppo ha sottolineato che l’accesso a strumenti finanziari, l’avanzamento tecnologico e il capacity building non sono da considerarsi elementi accessori, ma piuttosto condizioni senza le quali la mitigazione non può avvenire. Parallelamente a questi tre elementi, alcuni interventi hanno enfatizzato quanto la mitigazione sia in realtà legata anche all’eradicazione della povertà, al miglioramento delle condizioni di vita e ad un’agricoltura sostenibile. A tal riguardo, il Gambia ha suggerito di collegare le azioni di mitigazione al benessere, dimostrando che per i Paesi in via di sviluppo la mitigazione non può essere separata da un dibattito più ampio sullo sviluppo.
Il terzo tema dominante che è emerso dalla sessione di oggi sul MWP è stato quello relativo alla sovranità nazionale, citata in particolar modo dai Paesi in via di sviluppo e dai gruppi come il Gruppo Arabo e gli LMDC. La forte preoccupazione di tali gruppi è che il testo di supporto ai negoziati imponga nuovi obblighi, obiettivi o linee guida sugli NDC. Sempre in quest’ottica, permangono divergenze sull’opportunità di considerare il Global Stocktake nella definizione del MWP poiché alcune Parti temono implicazioni sulla loro sovranità nazionale.
La decisione dei co-facilitatori di procedere con un testo informale di supporto ai negoziati senza status formale e senza pregiudizio sull’esito finale del MWP si pone come una proposta per cavalcare il momentum di un dialogo tra le Parti che sembra essere aperto e orientato all’azione nonostante le divergenze. Si aspetta di vedere se il dialogo e la cooperazione riusciranno a convergere nell’adozione del testo del MWP, raggiungendo quindi un risultato condiviso che rifletta gli interessi e le responsabilità di tutte le Parti e rafforzi l’unità del processo multilaterale.
Articolo a cura di Silvia Petrignano, delegata di Italian Climate Network
Immagine di copertina: UNFCCC
