PRESENTATO A BONN L’ACCELERATORE GLOBALE PER L’ATTUAZIONE
- È stato presentato a Bonn l’Acceleratore Globale per l’Attuazione (Global Implementation Accelerator) sotto la guida congiunta delle Presidenze di COP30 e COP31 per accelerare l’attuazione dell’azione climatica.
- L’Acceleratore si concentrerà sull’individuazione di un ristretto numero di soluzioni incluse nei piani di attuazione volontari e collaborativi (Plans to Accelerate Solutions) dell’Action Agenda.
- Le soluzioni saranno selezionate da un Gruppo indipendente di esperti e scienziati e da un Consiglio (Board), e sostenute tramite la combinazione con strumenti esistenti e il coinvolgimento di attori rilevanti.
Nella giornata di venerdì, alla chiusura della prima settimana di negoziati, il Presidente di COP30 André Corrêa do Lago, la Direttrice esecutiva di COP30 Ana Toni, la Vicepresidente per i negoziati e Capo Negoziatrice di COP31 Sally Box e la Direttrice dell’Action Agenda di COP31 Tuğba Dinçbaş si sono riuniti al World Conference Centre di Bonn per presentare l’Acceleratore Globale per l’Attuazione (Global Implementation Accelerator).
L’iniziativa si colloca nel quadro dell’ecosistema di attuazione dell’Accordo di Parigi, nella sua fase “post-negoziale”, e nel contesto degli sforzi delle Presidenze di COP30 e COP31 per tradurre gli impegni assunti a Belém in strumenti operativi concreti.
L’Acceleratore, infatti, era stato lanciato a COP30 attraverso la Decisione del Global Mutirão (para. 41) per rispondere ai gap di ambizione e di implementazione dei Contributi Determinati a livello Nazionale (Nationally Determined Contributions, NDC) e dei Piani Nazionali di Adattamento (National Adaptation Plans, NAP), come abbiamo raccontato qui.
Il mandato del Global Implementation Accelerator
Sotto la guida congiunta delle Presidenze di COP30 e COP31, l’Acceleratore nasce come un’iniziativa cooperativa, facilitativa e volontaria, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione dell’azione climatica, rafforzare la cooperazione internazionale tra tutti gli attori e sostenere i Paesi nel conseguimento dei propri NDC e NAP, mantenendo l’obiettivo di 1,5°C a portata di mano.
Concepito come una struttura di supporto permanente, snella e agile, l’Acceleratore dovrebbe funzionare come strumento distinto, ma complementare alla Belém Mission to 1.5, anch’essa introdotta nell’ambito della Global Mutirão Decision (para. 42).
La Belém Mission to 1.5 esaminerà soluzioni per favorire l’ambizione e l’attuazione di NDC e NAP, riflettendo su modalità per rafforzare la cooperazione internazionale e gli investimenti all’interno di tali piani climatici e culminerà nella produzione di un rapporto entro COP 31.
Con l’Acceleratore, invece, verrà istituito un processo duraturo orientato all’individuazione e all’accelerazione di soluzioni nell’ambito della Global Climate Action Agenda, attraverso azioni concrete sul campo e la mobilitazione di tutti gli attori.
Che cosa dovrebbe accelerare?
L’Acceleratore si concentrerà sull’individuazione di un ristretto insieme di soluzioni incluse nei piani di attuazione volontari e collaborativi (Plans to Accelerate Solutions,PAS) dell’Action Agenda, strumenti creati nel contesto di COP30 per accelerare l’implementazione dell’Accordo di Parigi sulla base delle conclusioni del primo Global Stocktake.
Verranno considerate le iniziative con il più alto potenziale di applicabilità, in grado di innescare punti di svolta positivi (positive tipping points) e di promuovere un cambiamento trasformativo su scala globale.
Come verranno selezionate le soluzioni da accelerare?
Le Presidenze hanno previsto un processo articolato in due momenti.
Nella prima fase, un Gruppo indipendente di esperti e scienziati condurrà una valutazione iniziale di tutti i Plans to Accelerate Solutions, selezionando una rosa ristretta di soluzioni sulla base di un insieme di criteri pubblicamente disponibili e illustrando la logica adottata in un rapporto. I parametri di valutazione potrebbero includere, tra gli altri: riduzione delle emissioni e della concentrazione dei gas a effetto serra, rafforzamento della resilienza, rapidità dell’impatto sul cambiamento climatico, potenziale di crescita esponenziale ed effetti a cascata, stadio di sviluppo e livello di maturità delle soluzioni, rilevanza per un numero maggiore di NDC e NAP, coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo, benefici economici e sociali.
Successivamente, la decisione finale spetterà a un Consiglio (Board), che potrebbe includere rappresentanti delle Presidenze delle COP, degli High-Level Climate Champions, del Segretario Esecutivo dell’UNFCCC, delle banche multilaterali di sviluppo e dei fondi verticali (vertical funds).
Come funzionerà l’accelerazione delle soluzioni?
L’Acceleratore è pensato per fornire supporto in due modi principali.
In primo luogo, attraverso la combinazione delle soluzioni selezionate dal Board con gli strumenti esistenti più promettenti, inclusi finanza, tecnologia e rafforzamento delle capacità (capacity-building), al fine di generare effetti cumulativi e a cascata tra diversi settori.
Inoltre, collegherà gli attori rilevanti, cercando di favorire l’attuazione su larga scala e superare le barriere di coordinamento e di collaborazione tra banche multilaterali di sviluppo, imprese, investitori, organizzazioni filantropiche, attori del settore tecnologico, mondo accademico e governi nazionali e subnazionali, tra gli altri.
In parallelo all’Acceleratore, il Ponte per l’Attuazione Climatica (Climate Implementation Bridge), anch’esso in fase di sviluppo nell’ambito dell’Action Agenda di COP31, agirà da collegamento tra le azioni concrete sul territorio e i finanziamenti necessari alla loro realizzazione.
L’iniziativa, accolta con interesse da molte Parti, è stata accompagnata dalle prime considerazioni, suggerimenti, perplessità e preoccupazioni. Sarà interessante capire come le Presidenze integreranno questi contributi per rifinire il processo, quali saranno le tempistiche di attuazione e se riusciranno a costruire un Acceleratore capace di fornire un reale valore aggiunto.
Articolo a cura di Elisa Mauri, delegata di Italian Climate Network a Bonn
Immagine di copertina: foto di Elisa Mauri
