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Ott

RINNOVABILI, L’ITALIA ADEGUI L’OBIETTIVO NAZIONALE A DIRETTIVA UE E IMPEGNI INTERNAZIONALI

L’obiettivo fissato dal PNIEC va rivisto al rialzo.

Roma, 31 ottobre 2025 – Su richiesta delle Commissioni Ambiente e Attività produttive, oggi Italian Climate Network ha inviato un contributo scritto che sarà pubblicato sul sito della Camera dei Deputati. Le due Commissioni della Camera sono infatti al lavoro, riunite, per esaminare lo schema di decreto legislativo con cui l’Italia recepirà la Direttiva europea RED III (2023/2413) sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili, che aggiorna, integra e sostituisce le precedenti norme europee sul tema. L’esame si concluderà il 19 novembre.

Dopo le procedure d’infrazione avviate dall’Unione europea nel settembre 2024 e nel luglio 2025, lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (Atto del Governo n. 324), per cui sono in corso le audizioni alle Commissioni Ambiente e Attività produttive, rappresenta un tardivo «passaggio dovuto per la decarbonizzazione italiana», avverte il Presidente di Italian Climate Network Jacopo Bencini.

«Vanno bilanciate le esigenze delle nuove filiere industriali con lo sviluppo delle comunità locali – prosegue Bencini -. Ma è fondamentale che le normative nazionali non siano contrastanti con quelle europee, a maggior ragione se finalizzate ad affrontare la crisi climatica, oltre che a un nuovo sviluppo economico sostenibile».

Paolo Della Ventura, esperto di energia e rinnovabili e membro del Consiglio Direttivo di Italian Climate Network, ha preparato le osservazioni allo schema di decreto legislativo per l’associazione. E spiega: «sarebbe un assoluto controsenso se l’Italia recepisse la Direttiva che fissa un preciso obiettivo vincolante – raggiungere il 42,5 per cento di rinnovabili nel consumo finale lordo di energia entro il 2030 (con impegno non vincolante di arrivare al 45 con il piano REPowerEU) -, e l’obiettivo nazionale restasse inferiore, fissato dal PNIEC al 39,1 per cento: quell’obiettivo deve cambiare e deve essere rivisto al rialzo, almeno in linea con quello della Direttiva».

«Il Global Pledge sottoscritto a COP28 e gli obiettivi europei, e il nostro Paese non è esentato, prevedono l’obiettivo di triplicare le fonti rinnovabili entro il 2030», ricorda Bencini: «non è solo necessario ma anche possibile, se affrontato con un corretto impianto legislativo».

Ora serve coerenza: l’Italia non può permettersi di restare indietro sulla transizione energetica. Il recepimento della Direttiva RED III deve essere l’occasione di trasformare un obbligo europeo in un’opportunità nazionale, riallineando obiettivi e politiche per renderli finalmente all’altezza della sfida climatica.

Il contributo inviato da Italian Climate Network può essere consultato qui.

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