ITALIAN CLIMATE NETWORK A COP30: ASPETTATIVE E ANALISI
COP30 al via lunedì 10 novembre: Italian Climate Network sarà sul posto per aggiornamenti puntuali.
Il team di Italian Climate Network sta per partire per Belém, in Brasile, dove dal 10 al 21 novembre 2025 si terrà la COP30, la trentesima Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Come ogni anno, seguiremo i negoziati “da dentro” con un Bollettino COP quotidiano che fornirà aggiornamenti puntuali, commenti e approfondimenti grazie alla nostra delegazione, al lavoro sia da remoto che in presenza.
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A che punto siamo
Dopo un negoziato lungo e difficile, la COP29 di Baku è riuscita a portare a casa due decisioni-chiave sul nuovo obiettivo di finanza per il clima 2025-2035 e sull’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi, anche se con molte debolezze.
In particolare, l’accordo raggiunto a Baku prevede un doppio obiettivo collettivo di finanza climatica che porta ad almeno 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035 la mobilitazione di risorse finanziarie, con i Paesi industrializzati nel ruolo di leader, nel quadro di un più ampio incremento globale e multi-attore che punterà a mobilitare almeno 1.300 miliardi all’anno entro il 2035.
Per quanto riguarda l’Articolo 6 e i mercati del carbonio, le decisioni hanno riguardato la cooperazione bilaterale tra Paesi (Articolo 6.2) e il Meccanismo di Credito sotto l’Accordo di Parigi (nuovo nome e nuovo acronimo, PACM). I testi, però, sono risultati ancora deboli per l’assenza di sufficienti garanzie sulla credibilità del contributo di mitigazione dei crediti emessi e sulla tutela dei diritti umani nei progetti che saranno selezionati e finanziati, viste le brutte esperienze dell’ultimo decennio.
A giugno, i negoziati intermedi verso la COP30 hanno portato davvero pochi passi avanti. Soprattutto le consultazioni sulla cosiddetta roadmap Baku to Belém, che dovrebbe portarci a centrare il nuovo obiettivo collettivo quantificato sulla finanza climatica, non sono riuscite a raggiungere conclusioni concrete: su questo filone, i testi che arrivano alla COP brasiliana presentano ancora numerose questioni aperte.
Dopo l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di settembre, quando durante il Climate Summit più di 100 Paesi hanno annunciato nuovi piani climatici in vista di COP30, l’NDC Synthesis Report dell’UNFCCC ha evidenziato passi avanti nella qualità degli impegni: l’89% delle Parti ha obiettivi “economy-wide” e l’80% ha aggiornato i propri NDC alla luce del primo Global Stocktake. Anche includendo tutti i nuovi contributi, però, la riduzione collettiva stimata entro il 2035 si ferma al -17% rispetto al 2019: non è ancora abbastanza.
Le aspettative per COP30
La COP brasiliana sul clima si preannuncia cruciale, ma anche complessa.
Sul tavolo dei negoziati troveremo sostanzialmente gli stessi punti degli ultimi anni sui principali temi, in un’agenda di fatto procedurale e volta a riaprire la discussione, a partire dal complesso negoziato sulle misure di adattamento e il loro finanziamento, con relativi indicatori, fino alle politiche di genere in ambito climatico.
Ricompaiono in agenda punti che erano stati rimandati a Baku – come il Programma di lavoro sulla Mitigazione, caro all’Unione Europea, il Programma di lavoro sulla Giusta Transizione –, ma anche gli ormai tradizionali punti “inaugurali” e se vogliamo provocatori sulle misure commerciali unilaterali e sulla revisione della membership Annex I e Annex II proposti da membri del gruppo G77.
Tra le questioni più da tenere sott’occhio a Belém troviamo anche l’implementazione del Global Stocktake del 2023, un filone sicuramente complicato visti i numerosi problemi del documento-chiave, e le decisioni su una serie di report di natura finanziaria, in particolare sul Green Climate Fund, sulla Global Environmental Facility e, per la prima volta, sul Fondo Perdite e Danni su cui delegazioni saranno chiamate a esprimersi.
In generale, la COP30 sarà chiamata a fare un salto di qualità perché ormai non ci sono più “pezzi” dell’Accordo di Parigi da completare o testare nella realtà: quella di quest’anno sarà la prima COP a trovarsi di fronte al dilemma vero dell’implementazione, della concretizzazione degli obiettivi della Convenzione quadro delle Nazioni Unite del 1992 e dell’Accordo di Parigi.
Per approfondire l’argomento, a questo link potete trovare un’analisi di Jacopo Bencini, Presidente di Italian Climate Network, sulle aspettative per COP30.
