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COP15 BIODIVERSITA’: L’ACCORDO GLOBALE PER LA BIODIVERSITA’ CONTINUA A NON ESSERE PRONTO. SI VA VERSO UNA QUINTA SESSIONE DI NEGOZIATI

La scadenza del Piano Strategico per la Biodiversità 2011-2020 e dei relativi 20 Obiettivi di Aichi ha creato un vuoto normativo nella tutela globale della biodiversità. L’oggetto delle negoziazioni a COP15, la quindicesima Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (Convention on Biological Diversity o CBD) ha come obiettivo primario di colmare questo vuoto, con l’Accordo Globale per la Biodiversità post 2020

A fine giugno, si è tenuta a Nairobi quella che doveva essere la quarta e ultima sessione di negoziati preparatori in vista della conclusione di COP15 a fine 2022. Infatti, dopo i negoziati intermedi di marzo a Ginevra, i delegati avevano deciso di programmare un ulteriore sessione negoziale prima della COP15, svoltasi a Nairobi dal 21 al 26 giugno 2022, facendo slittare ulteriormente la data di chiusura di COP15. 

Durante i negoziati a Nairobi, è stato annunciato che la conclusione di COP15  slitterà nuovamente a dicembre (dal 5 al 17) e non si terrà in Cina come da programma, ma a Montreal, città sede del Segretariato della Convenzione. 

Abbiamo spiegato qui le ragioni dello spostamento di location di COP15 dalla Cina al Canada, ma va anche sottolineato come la decisione di posticipare di altri quattro mesi COP15 sia un forte segnale della volontà di allocare tutto il tempo a disposizione, fino alla fine dell’anno, per arrivare ad un accordo globale il più possibile condiviso e ambizioso che possa essere adottato durante COP15. 

Inoltre, con queste nuove date, le Parti hanno deciso di convocare un’ulteriore sessione negoziale, la quinta in due anni, prima di COP15. 

A Nairobi c’erano diverse priorità: in primo luogo, aumentare l’ambizione e lavorare sulla misurabilità degli obiettivi per arrestare la perdita di biodiversità globale. Nonostante qualche piccolo passo avanti, rimangono forti disaccordi sui target numerici e le cifre rimangono quasi tutte tra parentesi. Ricordiamo come senza metriche e strumenti di misurazione per valutare i progressi, gli obiettivi dell’accordo rimarranno solo parole

Un altro punto cruciale e uno dei più dibattuti è quello delle risorse finanziarie a tutela della biodiversità. Vanno urgentemente risolti i disaccordi su come allineare i flussi finanziari nazionali e internazionali pubblici e privati e va deciso quanti fondi vadano stanziati a tutela della biodiversità entro il 2030 ed entro il 2050. 

Il tema, richiede ancora una notevole quantità di lavoro per arrivare a un compromesso.Nel testo ci sono diverse proposte molto diverse tra loro: allocare 10 miliardi di US dollari all’anno, allocare almeno 100 miliardi di dollari americani all’anno entro il 2030 o allocare una cifra da definire di dollari americani all’anno. 

I delegati hanno ribadito la necessità di far coincidere le ambizioni dell’Accordo con meccanismi finanziari altrettanto ambiziosi, evidenziando la necessità di finanziamenti adeguati, prevedibili e accessibili. Molti hanno chiesto un fondo globale dedicato alla biodiversità, sottolineando che il mancato raggiungimento degli obiettivi Aichi è da ritrovare anche nell’inadeguatezza della strategia di mobilitazione delle risorse. 

Stato di avanzamento del Target 19.1 sui finanza per la biodiversità. Il testo ha ancora troppe parti tra parentesi e non c’è accordo sui target numerici. Fonte: CBD

Un’altra priorità a Nairobi era migliorare i meccanismi di pianificazione (planning), la rendicontazione (reporting) e revisione (reviews). Su questo punto si procede nelle negoziazioni, ma rimangono ancora dei temi importanti da risolvere. In particolare, si discute se gli NBSAP (National Biodiversity Strategies and Action Plans o strategie nazionali per la biodiversità e piani d’azioni) vadano aggiornati alla luce del nuovo Accordo Globale e redatti in un formato standardizzatoe se i national reports sui progressi degli NBSAPs e l’analisi del loro contributo all’ambizione globale in materia di biodiversità vadano inviati nel 2025 e nel 2029. Infine, si è discusso se istituire delle stocktakes periodiche per analizzare i progressi collettivi in merito agli obiettivi dell’Accordo, con risultati che dovrebbero essere portati a COP17 (per un’analisi preliminare) e a COP19 per un’analisi finale. Questa proposta rimane tutta tra parentesi nel testo. 

Al termine dei sei giorni di negoziati, anche sui Goal al 2050 resta un lavoro significativo da fare (qui per approfondire la differenza tra Goals e Target all’interno dell’Accordo si approfondisca).  Per esempio il Goal A, che ha lo scopo di proteggere la biodiversità e prevenire l’estinzione delle specie vegetali e animali, riporta la maggior parte del testo ancora tra parentesi e in particolare tutti gli obiettivi numerici sono tra parentesi. Inoltre, ci sono due versioni di testo: opzione 1 e opzione 2. Anche gli altri Goals al 2050 si trovano a un livello di negoziazione simile.   

Articolo a cura di Margherita Barbieri, Volontaria Italian Climate Network

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